Lampedusa, parroco: nessuna invasione, arrivi come nei mesi passati

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Roma, 21 set. (askanews) - Ieri sera alle 23 l'ultimo sbarco di migranti a Lampedusa: scortato dalla motovedetta della guardia costiera che lo aveva intercettato a 8 miglia a sud dell'isola, è arrivato al molo Favaloro un barchino di legno di 12 metri, bianco e rosso, con 92 persone a bordo. Migranti dall'Africa sub sahariana, 41 uomini, 40 donne e 11 minori. Sono stati portati nell'hotspot, che ora conta una presenza di circa 300 persone, a fronte di una capienza di 95. Ma il parroco dell'isola, don Carmelo, smorza i toni degli allarmi: nessuna invasione, niente di diverso rispetto ai mesi precedenti. E avverte: "Il problema dell'hotspot sovraffollato è per i migranti, sono solo loro a soffrirne, non l'isola".

"Nell'hotspot - spiega don Carmelo ad Askanews - ci sono circa 300 presenze e la capienza è 95 posti, quindi i migranti sono in una situazione di disagio, non si può dare la giusta accoglienza". E l'isola? "La popolazione non credo se ne accorga, non è percepita dall'isola, i migranti escono ma non si parla certo di invasione, l'isola è ancora piena di turisti, c'è mota gente in giro". E in giro tra i turisti in paesi trovi solo "un gruppetto di meno di 20 giovani tunisini che manifestano in modo pacifico contro i rimpatri forzati stando seduti in piazza".

Quindi "i toni sono alzati in modo immotivato, riempire oltre la capienza l'hotspot è vero che non permette una buona accoglienza in una struttura che non è mai stata perfettamente idonea, come più volte ha ribadito il Garante delle persone private della libertà personale, ma la situazione degli arrivi a Lampedusa non è diversa dai mesi scorsi o nelle ultime settimane".

Anche i cosiddetti sbarchi fantasma, di chi arriva con piccole imbarcazioni direttamente sull'isola, sono gli stessi di sempre e anzi Don Carmelo invita a non chiamarli "fantasma": "Ci sono sempre stati ma chiunque arriva sull'isola viene sempre identificato, è fuorviante chiamarli 'fantasma' non è che i migranti arrivano e si disperdono, anche quelli che arrivano in modo autonomo vengono sempre identificati e condotti all'hotspot".

Quello che è certo, per evitare il sovraffollamento dell'hotspot è che - aggiunge Don Carmelo - "devono funzionare bene i trasferimenti perché l'accoglienza deve essere fatta bene, l'isola deve essere messa in condizioni di accogliere e i migranti devono essere accolti in modo dignitoso". Perché "ce lo scordiamo sempre che il disagio più grande è il loro".