Lampedusa, barchino naufragato: recuperati 7 corpi

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È uno dei temi più discussi a livello di politica europea e internazionale, un vero e proprio fenomeno che sta caratterizzando (e caratterizzerà il prossimo futuro) il ventunesimo secolo. Indipendentemente dal colore politico, tralasciando il pensiero del singolo, come spesso è stato affermato dai vari esponenti del potere esecutivo e legislativo italiano, vedere persone perdere la vita in mare non fa piacere. Nelle ultime ore, un barchino (naufragato lo scorso lunedì 7 ottobre) è stato ritrovato a poche miglia di distanza da Lampedusa. Secondo quanto filtra, sarebbero 12 i cadaveri di cui un bimbo di soli 8 mesi ritrovato abbracciato alla propria madre. Il ritrovamento è stato effettuato dal personale della Guardia Costiera (coadiuvato dal Nucleo sommozzatori), mediante l’utilizzo di un robot subacqueo.

Recuperati 7 corpi

Sette dei dodici cadaveri trovati in fondo al mare a poche miglia da Lampedusa sono stati recuperati. Tra i corpi, anche quello di un bambino. I sommozzatori, scesi a 60 metri di profondità, hanno portato in superficie le salme, che sono state trasferite sul molo Favarolo.

Lampedusa, barchino naufragato: 12 cadaveri

Sul tema è intervenuto il procuratore aggiunto di Agrigento, Salavtore Vella, il quale ha voluto ringraziare il personale per la professionalità e l’impegno profuso: “Ci abbiamo creduto sino alla fine. Il personale della Guardia Costiera di Lampedusa e il Nucleo sommozzatori non hanno mollato un solo giorno, nonostante il carico di lavoro ordinario che continua a gravare su Lampedusa. I nostri militari hanno messo in campo tutta la loro professionalità e anche il loro cuore. L’imbarcazione non era in condizioni di affrontare la traversata. Nessuno a bordo sembra avesse strumenti di soccorso individuali e in questi casi un salvagente ti salva la vita. Sono stati molto bravi gli equipaggi che sono intervenuti. Se solo le persone a bordo avessero avuto un giubbotto o soltanto un salvagente sarebbero oggi vivi“.