Landini chiarisce: "Credevamo di partecipare a un incontro governativo. Nessuno ci strumentalizzi"

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L’incontro con le parti sociali al ministero dell’Interno ”è stato convocato su carta intestata del Viminale dal vicepremier e ministro degli Interni del governo in carica. Se convocati dal governo, noi sindacati andiamo per ascoltare, per dire cosa pensiamo e quali sono le nostre proposte”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in un’intervista a La Stampa.

“E così abbiamo fatto anche oggi: poi naturalmente ci siamo trovati di fronte a un vicepremier che aveva con sé solo rappresentanti di governo del suo partito. Addirittura c’era anche una persona che non fa più parte del governo”, ha aggiunto Landini riferendosi all’ex sottosegretario Armando Siri e definendo la sua presenza “impropria, forse una provocazione per il resto della maggioranza”.

Sulla reazione del vicepremier Luigi Di Maio, il leader della Cgil ha poi commentato: ”È singolare che dica sì alla flat tax proposta da Siri a nome della Lega, e polemizzi con i sindacati perché al tavolo c’era anche Siri. Si metta d’accordo con sé stesso. A noi la flat tax così non piace; è lui che ha fatto il contratto con la Lega”.

Per Landini “improprio” è diventato lo stesso incontro di ieri al Viminale ma “nei giorni scorsi avevamo incontrato il premier Conte e il vicepremier Di Maio, che si erano impegnati a convocare una serie di incontri, senza dare poi seguito alla cosa - ha ricordato - Non siamo né suggeritori né ascoltatori”.


Poi aggiunge:

“Non vogliamo essere strumentalizzati da chicchessia: vogliamo portare a casa risultati per le persone che rappresentiamo”. E si chiede: “il governo è uno o ce n’è più di uno? Ci aspettiamo che dalla Presidenza del Consiglio arrivi la convocazione degli incontri”. Quello che è successo al Viminale “ci ha fatto riflettere: proporremo a Cisl e Uil di valutare insieme la situazione, perché nessuno può permettersi di utilizzarci per dibattiti politici poco chiari o beghe interne”.

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