L'animalista Brambilla: "Le bestie colpite dal Covid non paghino prezzo di incursioni umane"

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"Nel bel mezzo della pandemia, va respinto qualsiasi tentativo di fare espiare agli animali le conseguenze delle nefaste incursioni dell’uomo nei loro habitat". E' quanto sottolinea all'AdnKronos l'animalista Michela Vittoria Brambilla, dopo le notizie dagli Usa sul contagio da Covid riscontrato sui cervi selvatici.

"L'untore è l’uomo, non il cervo", tiene a mettere in risalto Brambilla osservando che "di solito, quando individui della specie 'homo' incrociano il cammino degli animali del bosco, sono questi ultimi a pagare, con la propria pelle", rileva l'animalista.

Ora, "anche i cervi americani 'coda bianca', come tante altre specie di animali selvatici, hanno preso il virus Sars-Cov2 dagli esseri umani: sarebbe assurdo se il contagio tra i cervi diventasse il pretesto per dare via libera alla sistematica uccisione di questi animali, purtroppo già vittime predilette dai cacciatori...", conclude Michela Vittoria Brambilla.

(di Enzo Bonaiuto)

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