L’anoressia non è solo un disturbo mentale, scoperta una componente genetica

Analizzando il genoma dei pazienti anoressici, il team ha anche trovato varianti nei geni coinvolti nel metabolismo (Getty)

Non è solo una malattia psichiatrica, ma anche genetica. Un nuovo studio, che ha coinvolto più di 72mila persone, sull’anoressia rivela un aspetto nuovo del disturbo. Tra pazienti e individui sani ci sono differenze di geni associati, per esempio, al mantenimento del peso, alla resistenza all’insulina e al metabolismo dei grassi, oltre che ad altri disturbi psichiatrici.

Una svolta per le cure?

Questa evidenza genetica, scrivono i ricercatori su Nature Genetics, contribuisce a ridisegnare il ritratto dell’anoressia, spiegandone alcuni sintomi, e potrebbe aiutare a mettere a punto trattamenti per intervenire sui meccanismi fisiologici, rendendo le future cure più efficaci.

Lo studio

Un team internazionale di ricercatori, guidati da Cynthia Bulik dell’Università della Carolina del Nord, ha condotto uno studio di associazione genetica confrontando i genomi di 16.992 pazienti affetti da anoressia e 55.500 persone sane. Gli scienziati hanno evidenziato alcune differenze nel dna dei due gruppi che potrebbero giocare un ruolo importante nello sviluppo della malattia. Alcune varianti identificate ricadono in geni associati allo sviluppo di altre malattie psichiatriche, come il disturbo ossessivo-compulsivo e la depressione.

L’attività fisica

Altre varianti sono state rilevate in geni connessi all’attività fisica. Una scoperta di particolare interesse perché potrebbe, almeno in parte, spiegare il motivo per cui le persone anoressiche si tengono sempre in movimento. Fino ad oggi, si pensava che il motivo fosse solo psicologico. Ma da questo studio, invece, il tratto potrebbe dipendere da una spinta genetica alla pratica sportiva.

Il genoma

Analizzando il genoma dei pazienti anoressici, il team ha anche trovato varianti nei geni coinvolti nel metabolismo: mantenimento dell’indice di massa corporea e del peso, regolazione dei livelli di grassi e metabolismo del colesterolo buono, nonché resistenza all’insulina.