Lanzi: Paragone sappia che M5s non ha bisogno di Cassandre...

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Roma, 16 set. (askanews) - "Le odierne esternazioni del collega Paragone da un lato non sorprendono alla luce delle (non) posizioni assunte con l'astensione in sede di voto e dall'altro si possono tacciare come personalismi destinati a restare tali". E' quanto afferma il senatore Gabriele Lanzi, commentando l'intervista di Gianluigi Paragone rilasciata a 'Libero'.

"Chi è stato 'storicamente vicino alla Lega', e che nel palazzo vi è entrato senza attivismo e militanza, dovrebbe quantomeno ascoltare i tanti colleghi che invece quel percorso lo hanno fatto, conoscono molto bene l'identità del Movimento fin dalle sue origini e che sono ben consapevoli del significato del loro ruolo di 'portavoce'. Chi è tale deve prendere atto in primo luogo della larga maggioranza che ha dato il placet a questa nuova fase, accettandola. In secondo luogo occuparsi di queste 'dietrologie' criticando questa fase prima ancora che la stessa abbia inizio, è un altro atteggiamento che ha ben poco a vedere con il ruolo del portavoce. Abbiamo un garante (Beppe Grillo), un capo politico (Luigi Di Maio) e una piattaforma Rousseau", aggiunge.

"Non ci risulta alcuna esigenza di 'letturisti', interpreti o cassandre che, dall'interno delle istituzioni ove sono stati eletti e dove retribuiti per ben diversi e più specifici compiti, forniscano visioni e predizioni per 'rieducare' i militanti 'smarriti'. Militanti ed attivisti dei quali è legittimo dubitare che il nostro collega abbia effettiva e reale conoscenza sui territori, per le ragioni evidenziate all'inizio. Stiamo partendo con un'altra fase a livello nazionale mentre a livello regionale vi saranno a breve tre appuntamenti elettorali importanti. Si lasci discutere in ambito locale gli iscritti a Rousseau con i rispettivi portavoce di riferimento e si attendano le loro indicazioni senza la presunzione di voler educare (o rieducare) i militanti. Se invece il collega intende rivolgersi agli elettori in genere, credo che la sua 'storia' personale determini quantomeno un conflitto d'interesse sul piano politico", ha concluso Lanzi.