L'appello al governo del primo cittadino del comune in provincia di Lodi

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Sindaco Casalpusterlengo non chiudiamo
Sindaco Casalpusterlengo non chiudiamo

Il nuovo dpcm, in vigore dal 6 novembre, prevede delle misure di contenimento del contagio differenziate in base al livello di rischio di ogni singola regione. I territori con maggiore pericolo, indicati con il coloro rosso, saranno costretti ad una serrata più netta e, di base, ad un regime molto simile a quello del lockdown di marzo e aprile. La Lombardia rientra in questa cerchia insieme al Piemonte, la Valle d’Aosta e la Calabria, ma la decisione del governo non è stato presa di buon grado dal governatore lombardo Fontana che ha parlato di “uno schiaffo” per il territorio da lui amministrato. Sulla scia del presidente regionale c’è anche il sindaco di Casalpusterlengo, in provincia di Lodi, Elia Delmiglio, che ha dichiarato che il suo comune non chiuderà.

Sindaco Casalpusterlengo: “Non chiudiamo”

“Chiediamo al Governo di ripensarci – ha detto il primo cittadino di Casalpusterlengo – Noi non accettiamo di chiudere nuovamente perché rischiamo di non aprire più“. “La Bassa lodigiana – aggiunge Delmiglio – venne rinchiusa con 10 Comuni all’interno di una prima zona rossa d’Italia, prima zona rossa d’Europa, seconda zona rossa del mondo dopo Wuhan. Già da allora, i commercianti furono costretti a chiudere, a fare dei sacrifici per salvaguardare la salute dei cittadini. Allora, la situazione epidemiologica era grave. Ora – conclude – a distanza di alcuni mesi, fortunatamente la situazione pandemica nella nostra città e nel nostro territorio è migliorata”.

La misure per le zone rosse

Ricordiamo che le misure previste per le zone rosse prevedono il divieto di spostamento anche all’interno del proprio comune salvo che per comprovare esigenze; la chiusura dei negozi fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di necessità; la chiusura dei centri estetici con parrucchieri e barbieri che possono rimanere aperti, la didattica a distanza anche per le classi di seconda e terza media e la sospensione di tutte le competizioni sportive salvo quelle riconosciute di interesse nazionale dal CONI e CIP.