L'appello della famiglia di Antonio Zingaro

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Antonio Zingaro
Antonio Zingaro

Antonio Zangaro è scomparso da sei mesi. La sua famiglia ha lanciato un nuovo appello, nella speranza di poterlo riabbracciare al più presto.

Antonio Zangaro scomparso da sei mesi: l’appello dei genitori

Antonio Zangaro è scomparso da quasi sei mesi, senza più dare sue notizie. La famiglia ha lanciato un appello per ritrovarlo. “Vorrei che accadesse già stasera, aiutateci a riportarlo a casa” ha spiegato il padre Francesco, con voce tremante, a Fanpage.it. L’uomo è andato in pensione dopo una vita dedicata alla ristorazione. Nel 2016 ha deciso di trasferirsi a Ingolstadt, in Germania, insieme alla sua famiglia. Il figlio Antonio ha 30 anni ed è di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza. Come suo padre lavora nella ristorazione e in Germania ha trovato lavor ocome cameriere. Con l’arrivo della pandemia, tutto cambia e la sua serenità viene messa a dura prova. Il ragazzo non sopportava le mascherine e si agitava molto quanto si parlava dell’argomento Covid o vaccini. Aveva molta paura. A gennaio di un anno fa è tornato a Corigliano e si è fermato più tempo del previsto, dicendo ai familiari di essere rimasto con dei vecchi amici. A marzo è tornato in Germania, ma era diverso, distratto, poco lucido e con un segreto. La sorella ha guardato nel suo cellulare e ha scoperto che il fratello non era a Castrovillari dagli amici ma a Palermo, in una comunità religiosa.

Antonio Zangaro scomparso da sei mesi: la scomparsa e la chat con gli adepti

Antonio era molto turbato. A luglio se ne è andato senza dare spiegazioni, per poi tornare dopo tre giorni. “Scusate, ho sbagliato” sono le uniche parole che è riuscito a dire. Dopo qualche settimana è andato a casa dei genitori ed è rimasto fino a tardi, come se non se ne volesse andare. “Antonio, è mezzanotte, io e tua madre andiamo a riposare” gli ha detto suo padre. Il figlio ha avuto un momento di esitazione ma poi se ne è andato e da quel momento non ha avuto più notizie. Gli amici non sanno dare risposte. La mamma è andata a cercaro a casa ma lui non c’era, così come i suoi documenti e la carta di credito. Il cellulare, invece, era rimasto lì e su Whatsapp sono state scoperte delle chat con gli adepti di quella comunità religiosa in cui era andato mesi prima. Il padre ha controllato l’ultimo estratto conto, scoprendo che il 19 agosto lui, o chi usa la sua carta di credito, ha pagato un biglietto dell’autobus fino a Verona e una stanza in albergo. Il 30 agosto risulta l’acquisto di un biglietto del treno Verona-Napoli e una consumazione in una caffetteria. Poi più nulla.

Antonio Zangaro scomparso da sei mesi: le ricerche

Il padre ha iniziato a cercarlo autonomamente, ma senza successo. Si è recato anche nella comunità religiosa di Palermo, che aveva ospitato Antonio, ma gli hanno risposto che lì il ragazzo non c’è. A quel punto ha formalizzato la denuncia di scomparsa anche presso le autorità italiane, assistito dall’avvocato Antonio Pucci. “Ho sempre lasciato libero mio figlio di prendere le sue decisioni, non mi sono mai intromesso nella sua vita. Ci ho parlato spesso ultimamente, gli avevo chiesto cosa avesse, se per caso avesse bisogno di uno psicologo e lui ha sempre detto di stare bene” ha dichiarato il padre. Tutti, però, si erano accorti che qualcosa non andava e che non stava bene emotivamente. “Non voleva più lavorare. Era sempre più turbato, anche per via vaccini, non voleva farlo” ha raccontato il papà. “Qualunque sia il motivo, a noi non importa. Siamo disposti a perdonare ed affrontare insieme qualsiasi cosa” ha aggiunto, sottolineando di essere ottimista. “Torna a casa Antonio, ti stiamo aspettando” ha aggiunto.

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