L'appello di un malato di sla che chiede cure adeguate e non occasionali

Luciano Sechi
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AGI - "Ci associamo ai reiterati appelli sui social di Pasquale Tuccino Centrone, che chiede un'assistenza domiciliare stabile e continuativa, al posto di prestazioni occasionali con professionisti sempre diversi. Chiediamo all'assessore regionale  alla sanità, Pierluigi Lopalco, e al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di intervenire per  fornire a lui, e agli altri pazienti cronici, un supporto professionale adeguato.

Un Paese civile si misura, anche e soprattutto, sui servizi che riesce ad assicurare alle persone più fragili”. Così il Presidente dell'Ordine dei Medici di Bari, Filippo Anelli, che è anche Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), riferendosi alla vicenda del noto ristoratore di Polignano a Mare, da 13 anni malato di Sla e da 9 in ventilazione assistita. Questo reclama da tempo un'assistenza infermieristica specializzata a domicilio in maniera “stabile e duratura” tanto che, negli ultimi tempi provocatoriamente ha invocato cure adeguate o l'eutanasia, nominando Lopalco ed Emiliano esecutori delle sue volontà.

 “Non possiamo rimanere sordi di fronte al grido di dolore lanciato da questo nostro cittadino – sottolinea Anelli - è nostro dovere etico di medici, di persone umane dargli voce e farlo risuonare nelle sedi competenti." “Tutti noi, in quanto esseri umani, nasciamo con questo patrimonio di diritti inalienabili, che non possono esserci strappati o negati – insiste Anelli - ed  è dovere della Politica e dello Stato garantirceli, qualsiasi siano le nostre condizioni, e tanto più se tali condizioni sono di fragilità.

Invitiamo quindi la Regione Puglia, le altre Regioni e il Governo ad attivarsi per fornire la migliore assistenza ai cittadini, nella maniera più prossima e aderente alle loro domande di salute. La fragilità, la malattia - conclude il presidente dell'Ordine dei medici -  sono specchi della nostra condizione umana: non dobbiamo aver paura di guardare quel riflesso, non dobbiamo girare altrove lo sguardo, dobbiamo prendercene cura nel migliore dei modi”.