L'Aquila/3 anni dopo: il giorno di Gabrielli al processo Grandi rischi

(ASCA) - L'Aquila, 18 apr - E' stata la giornata di Franco

Gabrielli, oggi all'Aquila come teste al processo in corso

contro i sette componenti la Commissione Grandi Rischi,

accusati di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni

personali colpose. L'organo consultivo della Presidenza del

Consiglio dei ministri e' alla sbarra in relazione alla

riunione che tenne nel capoluogo abruzzese appena una

settimana prima il disastroso terremoto del 6 aprile 2009.

Forni' notizie rassicuranti sull'evoluzione dello sciame

sismico in atto da mesi. E questo, per l'accusa, fini' per

tranquillizzare colpevolmente la popolazione che poi contera'

309 vittime. Al centro dell'interrogatorio soprattutto il

ruolo dell'informazione. ''La veicolazione dell'informazione

produce non effetti certi ma certi effetti'' ha detto il capo

Dipartimento della Protezione civile, gia' prefetto

dell'Aquila, riferendosi al terremoto ma anche alla vicenda

della Concordia ed alle ripetute scosse nel Pollino, in

Calabria. Ha parlato di ''pendolo'', ''o c'e' allarme o c'e'

normalita', non c'e' una via di mezzo''. Ed ha citato, come

esempio, proprio il Pollino: ''Un giorno e' uscito un

articolo intitolato 'Qui come all'Aquila', in cui un esperto

diceva che stava arrivando un forte sisma nella zona di

Castrovillari. Abbiamo sollecitato questo professore e ha

spiegato di non aver mai detto questo. Il giorno dopo e'

uscito un altro articolo con il titolo 'Nessun allarme, lo

sciame sismico calabrese e' normale'''. Da quando Gabrielli

ha rilevato Bertolaso alla guida della Protezione civile

(fine 2010), e fino al 31 marzo scorso, le scosse all'Aquila

sono state circa 250''.

Davanti al giudice, Marco Billi, ha sostenuto che ''non ci

sono strumenti e neanche la possibilita' di incidere

effettivamente; non posso dire ai Vigli del fuoco di andare

sul Pollino per intensificare la prevenzione dello sciame

sismico se poi devo gestire anche le alluvioni in tutta

Italia e gli uomini sono sempre quelli''. Insomma troppe

emergenze per poco personale. Di piu'. Ha asserito con

convinzione che ''l'attivita' preventiva va posta in essere

in primis dal Sindaco, che e' l'unica autorita' di protezione

civile''. ''Chi conosce il territorio e' il Sindaco - ha

osservato Gabrielli - Io da Roma come posso sapere quali sono

gli edifici con criticita''?''. Per il numero uno della

Protezione civile, nel 2009 ''il Dipartimento ha messo a

disposizione una conoscenza scientifica'' ma che ''si carica

di significati ulteriori rispetto ai flussi informativi dei

centri di competenza''. Nel caso dell'Aquila ''doveva fornire

un contributo se fosse possibile prevedere questa scossa, se

il territorio aquilano presentava rischi sismici''. Durante

la stessa udienza, Gabrielli ha riferito altresi' che da

novembre 2010 ad oggi in Italia sono state registrate 17.901

scosse.

Quattro sciami sono ancora in atto; 13 hanno avuto piu' di

cento scosse; sette si sono evoluti in 200 scosse; due in

mille scosse.

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