L'Aquila, 4 arresti per accesso abusivo a sistemi informatici

Red/Nes

Roma, 4 feb. (askanews) - Quattro persone sono destinatarie di una misura di custodia cautelare personale (tre in carcere e uno agli arresti domiciliari) emessa dal Tribunale di L'Aquila , per i reati di corruzione e accesso abusivo ai sistemi informatici. Il Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di finanza, su richiesta della Procura della Repubblica sta inoltre eseguendo un decreto di sequestro preventivo di denaro e beni per circa 18 mila euro, corrispondente al prezzo e profitto della corruzione.

Questi provvedimenti si aggiungono alle dodici misure cautelari emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, per le medesime ipotesi di reato, con oltre 70 indagati e il coinvolgimento, a livello nazionale, di 20 società e di più dipendenti pubblici infedeli appartenenti a differenti amministrazioni dello Stato.

L'ulteriore ordinanza cautelare del Tribunale di L'Aquila ha confermato l'esistenza di un sistema illecito posto in essere da tre soggetti privati (titolari per lo più di agenzie di informazioni e/o di recupero crediti) che si sono avvalsi della sistematica collaborazione di un pubblico ufficiale di Pescara che ha eseguito (anche in orario di servizio) plurimi accessi abusivi alle banche dati protette da misure di sicurezza, fornendo - a richiesta - dati di vario genere (generalità complete, codici fiscali, informazioni anagrafiche, dati fiscali e patrimoniali), dietro l'erogazione di un compenso, pari mediamente a 5 euro per "visura". Per effettuare le comunicazioni illecite dei dati, il pubblico ufficiale faceva uso di un telefono intestato ad un soggetto straniero, mentre i pagamenti illeciti avvenivano in denaro contante (ricevuto a mezzo raccomandata), con ricariche su carte poste-pay riconducibile ad altro soggetto, ovvero con vaglia intestato ad uno stretto familiare.