L'Aquila, la visita di Papa Francesco per la Perdonanza Celestiniana: "Aquilani, gente resiliente"

Una visita speciale a L'Aquila: Papa Francesco ha visitato, questa domenica, la città abruzzese in occasione della 728esima edizione della Perdonanza Celestiniana, dal 2019 riconosciuta patrimonio culturale immateriale dell'umanità Unesco.

Il Pontefice è arrivato in Abruzzo in elicottero, dal Vaticano, con un piccolo ritardo causato dal maltempo e dalla nebbia, raccontato dallo stesso Papa durante l'omelia: "Non potevamo atterrare, c'era nebbia fitta, tutto scuro, non si poteva, il pilota dell'elicottero girava, girava, e alla fine ha visto un piccolo buco ed è entrato lì, ci è riuscito. Un maestro!"

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La Basilica di S.Maria di Collemaggio. (L'Aquila, 28.8.2022) - Domenico Stinellis/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Visita privata in Duomo

Arrivato in centro città tra due ali di folla, a bordo della "Papamobile" 500L bianca, Papa Francesco è entrato nel Duomo di L'Aquila per una visita privata, accompagnato dal cardinale Giuseppe Petrocchi, dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dal Prefetto di L'Aquila, Cinzia Teresa Torraco, e dal sindaco Pierluigi Biondi. 
Un saluto caloroso c'è stato tra il Santo Padre e l'Arcivescovo emerito di L'Aquila, Giuseppe Molinari.

Seduto sulla sedia a rotelle e con in elmetto di protezione, Papa Francesco ha visitato i cantieri del Duomo di L'Aquila, ancora sfigurato dal terremoto di 13 anni fa, ringraziando i Vigili del Fuoco per il lavoro svolto in tutto questo periodo.

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Sedia a rotelle e elmetto di protezione, per Papa Francesco. (L'Aquila, 28.8.2022) - Video AP

Un saluto ai familari delle vittime del terremoto

Dopo un saluto ai familiari delle vittime del sisma, Papa Francesco ha presieduto la Santa Messa sul piazzale della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, con il rito di apertura della Porta Santa, aperta per la prima volta da un Pontefice.

Cari fratelli e care sorelle, voi avete sofferto molto a causa del terremoto, e come popolo state provando a rialzarvi e a rimettervi in piedi. Ma chi ha sofferto deve poter fare tesoro - ha detto il Pontefice nell'omelia della Messa - della propria sofferenza, deve comprendere che nel buio sperimentato gli è stato fatto anche il dono di capire il dolore degli altri. Voi potete custodire il dono della misericordia perché conoscete cosa significa perdere tutto, veder crollare ciò che si è costruito, lasciare ciò che vi era più caro, sentire lo strappo dell'assenza di chi si è amato. Voi potete custodire la misericordia perché avete fatto l'esperienza della miseria".

“Voi gente aquilana avete dimostrato un carattere resiliente, radicato nella vostra tradizione cristiana e civica, che vi ha consentito di resistere all'urto del sistema e di avviare subito il lavoro coraggioso e paziente della ricostruzione”.

"Celestino V non è stato l'uomo del no"

Papa Francesco ha pregato davanti al mausoleo dedicato a Papa Celestino V, che si trova nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio.

Nell'omelia della Messa a L'Aquila, il Pontefice ha ricordato proprio la figura di Celestino V, il Papa (per pochi mesi, nel 1294) passato alla storia per la sua rinuncia.
"Erroneamente ricordiamo la figura di Celestino V come 'colui che fece il gran rifiuto', secondo l'espressione di Dante nella Divina Commedia; ma Celestino V non è stato l'uomo del 'no' - ha sottolineato Papa Francesco -, è stato l'uomo del 'sì'. Infatti, non esiste altro modo di realizzare la volontà di Dio che assumendo la forza degli umili. Proprio perché sono tali, gli umili appaiono agli occhi degli uomini deboli e perdenti, ma in realtà sono i veri vincitori, perché sono gli unici che confidano completamente nel Signore e conoscono la sua volontà", ha concluso il Papa.

Alla fine, il Pontefice ha rivolto un saluto a tutti gli abruzzesi presenti, con una tipica espressione in dialetto che significa "Andiamo avanti".

"Jemo 'nnanzi".

Il post-terremoto, 13 anni dopo: ricostruzione completata al 64%

Erano le 3:32 del mattino di lunedì 6 aprile 2009 quando - dopo una lunga scia di scosse "di avvertimento" - la terra tremò rovinosamente, devastando L'Aquila e numerose località limitrofe (tra cui Onna, tristemente nota), provocando 309 vittime, 1.600 feriti e quasi 100.000 sfollati, senza più una casa. 
13 anni dopo, la ricostruzione completa della città appare ancora lontana, ma non lontanissima.

Secondo i dati di Open Data L'Aquila, la ricostruzione è stata completata al 64%, con l'82% dei cantieri terminati e 10.870 interventi completati.  
Certo, c'è ancora molto da fare. E sono già passati oltre 13 anni...

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Papa Francesco all'arriva alla Basilica di S.Maria di Collemaggio. (L'Aquila, 28.8.2022) - Domenico Stinellis/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Il messaggio del Commissario straordinario alla ricostruzione

"Pace e perdono sono le parole chiave del messaggio del Papa oggi alla Perdonanza a L'Aquila. Consapevolezza della propria miseria e della bellezza della Misericordia: è ciò che le persone vivono a causa delle guerre, dei terremoti e di ogni altra catastrofe nel momento della sofferenza e come stimolo per la ripartenza.
Grazie Papa Francesco per un messaggio che tocca il cuore e ci invita alla riflessione e all'impegno".

Così ha dichiarato Giovanni Legnini, Commissario straordinario alla ricostruzione post sisma del Centro Italia.

Per saperne di più: la ricostruzione "privata" di L'Aquila 

20 nuovi cardinali

Ecco l'elenco dei nuovi cardinali, ordinati - durante il Concistoro di sabato 27 agosto - da Papa Francesco e già annunciati durante l'Angelus dello scorso 29 maggio.

A cominciare da Arthur Roche, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, Lazzaro You Heung-sik, prefetto della Congregazione del Clero e Fernando Vérgez Alzaga, presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Governatorato.
Altri nuovi cardinali: Jean-Marc Avelin, arcivescovo di Marsiglia; Peter Ebere Okpaleke, vescovo di Ekwulobia, in Nigeria; Leonardo Steiner, arcivescovo di Manhaus (Brasile); Filipe Neri António Sebastião do Rosário Ferrão, arcivescovo di Goa e Damao (India); Robert W. McElroy, vescovo di San Diego (Usa); Virgílio do Carmo da Silva; arcivescovo di Timor orientale; Oscar Cantoni, vescovo di Como; Anthony Poola, arcivescovo di Hyderabad (India); Paulo César Costa, arcivescovo di Brasilia; Richard Kuuia Baawobr, arcivescovo di Wa (Ghana); William Seng Chye Goh; arcivescovo di Singapore; Adalberto Martínez Flores; arcivescovo di Asuncion (Paraguay); Giorgio Marengo, missionario della Consolata e prefetto apostolico di Ulan Bator, capitale della Mongolia.
Il Cardinale Giorgio Marengo, con i suoi 48 anni, è il più giovane membro del Collegio cardinalizio.

Gli ultraottantenni che Papa Francesco eleva alla porpora sono: Jorge Enrique Jiménez Carvajal, arcivescovo emerito di Cartagena (Colombia), Arrigo Miglio, arcivescovo emerito di Cagliari, padre Gianfranco Ghirlanda, canonista e già rettore della Pontificia Università Gregoriana e monsignor Fortunato Frezza, canonico di San Pietro.

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Nuovi porporati. (Basilica di San Pietro, Roma, 27.8.2022) - Andrew Medichini/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Originariamente, i nuovi cardinali dovevano essere 21, compreso monsignor Luc Van Looy, vescovo emerito di Gand, in Belgio. Ma a meno di venti giorni dall’annuncio del Papa, lo stesso Van Looz ha chiesto di essere esonerato dal cardinalato, in seguito alle polemiche causate dalla sua nomina. Van Looy è, infatti, accusato da associazioni di vittime di abusi sessuali da parte del Clero di non aver agito in modo incisivo in passato dinanzi alla segnalazione di tali abusi.

Il Collegio cardinalizio risulta ora costituito da 226 cardinali, di cui 132 elettori e 94 non elettori.