L'archivio dei documenti vaticani non è più segreto

Alberto Ferrigolo

Muore l'Archivio segreto vaticano. Al suo posto, nasce l'Archivio apostolico vaticano. Ciò significa che l'archivio dei documenti vaticani non è più segreto. Ma è consultabile, da tutti. Lo spiega in un'intervista al Corriere della Sera Monsignor Sergio Pagano, Prefetto “dei misteri più ambiti del mondo” al quale Jorge Mario Bergoglio, al secolo Papa Francesco, lo scorso 22 ottobre ha consegnato tre fogli con i quali ha deciso di cancellare quattro secoli di storia pontificia per “un'esigenza di trasparenza”. Perché la volontà del Pontefice “è che la Chiesa agisca senza quelle che possono essere considerate tendenze o tentazioni a nascondere, o faziosità”.

In verità, spiega poi l'alto prelato, quello che fu definito l'archivio centrale dell'Europa, e che ora si può dire appartenga al mondo intero, quell'Archivum Secretum Vaticanum a partire dal 1646, è più che altro un cambio lessicale, ovvero “cambia il titolo”, quel Secretum, ma “non vengono modificate né la struttura né la funzione dell'archivio”. Il problema, semmai, spiega Monsignor Pagano, ”è di avvicinarlo alla sensibilità della gente comune, di evitare l''accezione pregiudizievole di nascosto da non rivelare e da riservare a pochi'”, come scrive lo stesso Papa Francesco nel documento ufficiale reso noto proprio ieri. “Comunque anche con l'aggettivo ‘segreto' l'archivio era stimato dovunque. Cambiando l'intestazione si avvicina agli altri archivi storici del mondo non segreti”.

Però è anche vero che dal prossimo marzo gli archivi su Pio XII saranno consultabili “liberamente nella loro totalità” da tutti coloro che ne facciano richiesta, anche se – spiega il Prefetto – “l'Archivio vaticano all'atto di ogni apertura di pontificato rende disponibili tutte le sue fonti”, quindi anche prima di questo motu proprio del Papa “le fonti sono state preparate per la consultazione degli studiosi nella loro totalità”. Nulla sarà davvero più segreto? Chiede il quotidiano di via Solferino. “Nulla” risponde il Prefetto Pagano. Però, subito dopo precisa, “tranne alcuni tipi di documenti precisati nella legge del 2005 sugli archivi della santa Sede, emanata da San Giovanni Paolo II!” ma ”tutto il resto era ed è consultabile”.

Rimangono segreti solo “gli atti dei Conclavi, i documenti del Pontefice e dei cardinali, i processi vescovili, le posizioni sul personale della santa Sede e le cause matrimoniali, oltre ai documenti indicati come tali dalla Segreteria di Stato”. “È tutto scritto”, chiosa il Prefetto vaticano, che al Corriere spiega anche la differenza che esiste tra “segreto” e “apostolico”, la nuova dizione dell'Archivio: “Si tratta di termini storicamente e giuridicamente quasi sinonimi. Segreto significa privato, apostolico vuol dire del domnus apostolicus, che nel lessico curiale antico e moderno indica solo il Papa. Quindi rimane l'archivio del Papa”.