L'Arcivescovo di Taranto abolisce i piedi scalzi nei riti

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AGI - Le coppie dei “perdoni” di Taranto, i confratelli incappucciati del Carmine, devono rinunciare per quest'anno ai piedi scalzi per i tradizionali e antichi riti della Settimana Santa.  Usanza che nel tempo ne ha fatto un tratto distintivo.

L'arcivescovo Filippo Santoro ha ufficializzato ed approvato nuove regole che tengono in considerazione l'emergenza Covid e i divieti emessi in proposito. Le novità che modificano alcuni aspetti rilevanti della ritualità riguardano la preghiera agli altari della Reposizione (i cosiddetti “sepolcri”) che quest'anno a Taranto i “perdoni” effettueranno nel pomeriggio del giovedi santo solo all'interno delle chiese.

In sostanza, non si recheranno nelle varie chiese secondo gli itinerari prestabiliti e non attraverseranno in coppia le strade della città con la loro caratteristica, lentissima andatura (un lieve dondolio chiamato “nazzicata”) come è sempre  avvenuto.

Altra novità è che questo rito non sarà svolto dai a piedi nudi dai confratelli, che calzeranno invece specifiche protezioni.

“Ovviamente nessun percorso esterno può essere consentito - scrive l'arcivescovo di Taranto circa il giovedi santo -, tuttavia i padri spirituali, di intesa con i parroci delle chiese interessate, potranno prevedere la presenza in chiesa, senza percorsi pubblici, di alcune coppie di confratelli in abito di rito”.

Per la preghiera, “per quest'anno non si prevede la forma penitenziale dei piedi scalzi” dichiara l'arcivescovo di Taranto. Che chiede altresì che nelle singole chiese i partecipanti alla celebrazione del giovedi santo siano “contingentati”. L'arcivescovo afferma che “è proibita ogni forma di pellegrinaggio, pubblica o privata, agli altari della resposizione. Si avvisino i fedeli che ognuno potrà recarsi esclusivamente nella propria parrocchia”.

Il riferimento dell'arcivescovo Santoro è al fatto che di solito nella serata di giovedì santo, e sino a tarda ora, migliaia e migliaia di persone si riversano nelle strade di Taranto (ma anche nei centri della provincia) per la visita ai “sepolcri” delle chiese.

“Si rispetti l'orario in modo che alle 22 tutti siano a casa” raccomanda l'arcivescovo.

Come l'anno scorso, non ci saranno nemmeno quest'anno la processione dell'Addolorata (dalla mezzanotte del giovedi santo al primo pomeriggio del venerdì) e quella dei Misteri (dalle 17 del venerdì santo sino alle 9 del sabato).

“Negli orari imposti dal decreto governativo, i sodalizi che per veneranda tradizione organizzano la processione dell'Addolorata e/o dei Misteri, potranno esporre in chiesa o il simulacro dell'Addolorata o quelli di Gesù Morto e dell'Addolorata” stabilisce l'arcivescovo, precisando che “non è consentita nella città di Taranto e negli altri Comuni della Diocesi l'esposizione dei Sacri Misteri”.

Lo scorso anno a Taranto le chiese furono chiuse al pubblico da giovedì a sabato santo su disposizione del prefetto, le sole celebrazioni liturgiche avvennero a porte chiuse diffuse e in streaming, e tutte le altre ritualità furono sospese. Quest'anno, invece, c'è una parziale e limitata ripresa. Le due principali confraternite di Taranto, Addolorata e Carmine, sono pluricentenarie e organizzano riti tra i più conosciuti in Italia.