L'Argentina al voto, Fernandez pronto a vincere al primo turno

Buenos Aires, 25 ott. (askanews) - Domenica 27 ottobre si vota in Argentina, e Alberto Fernandez è già pronto ad essere eletto presidente al primo turno.

Quasi 40 milioni di elettori dovranno scegliere il nuovo inquilino della Casa Rosada, il vicepresidente, un terzo dei senatori e la metà dei deputati che vengono rinnovati ogni due anni.

Lo sfondo della tornata elettorale è cupo. Il PIL registra un -3,1% e, stando alle ultime previsioni del Fondo Monetario Internazionale, l'inflazione è schizzata al 57,3%.

Sul banco degli imputati il presidente uscente Mauricio Macri. Nonostante il suo motto "riportare l'Argentina nel mondo", il mandato si sta chiudendo con un netto peggioramento delle condizioni economiche del paese, la fuga di capitali e imprenditori, povertà e disoccupazione che hanno portato a contestazioni di piazza.

Alberto Fernandez, presidente in pectore, si candida a capo del Frente de Todos con un programma improntato sul sociale, con un piano ad hoc contro la povertà, una rinegoziazione del debito a partire dal maxi prestito di oltre 56 miliardi di dollari ottenuto dal Fmi.

I sondaggi dicono che potrebbe ottenere la maggioranza assoluta già dal primo turno, oltre il 50% dei voti contro circa il 31% per Macri. In ogni caso la soglia per la vittoria si situa già al 45%.

Accanto a Fernandez la sua candidata vicepresidente Cristina Kirchner, che torna così in campo dopo essere stata lei stessa presidente della Repubblica dal 2007 al 2015. Prima di lei, un mandato alla presidenza era stato di suo marito Nestor Kirchner.

Gli altri candidati sono a distanza; questa è una corsa a due e Fernandez sembra già trionfare sull'onda delle sue promesse. In caso di ballottaggio, si tornerebbe al voto il 24 novembre. In Argentina in base alla Costituzione il voto è obbligatorio dai 16 anni e chi non esprime la sua preferenza è sanzionato.