L'Arma piange Donato Macchia, morto di Covid a Putignano

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L'Arma piange Donato Macchia, morto di Covid a Putignano
L'Arma piange Donato Macchia, morto di Covid a Putignano

Altro lutto per l’Arma. É morto Donato Macchia, l’ex comandante della stazione dei Carabinieri di Putignano, in provincia di Bari, in seguito ad alcune complicazioni legate al Covid-19.

Covid, morto comandante dei Carabinieri a Putignano

Il Luogotenente Donato Macchia, 62enne originario di Valenzano, era definito da molti un putignanese onorario, visto che per due decenni, dal 1993 al 2013 aveva diretto la stazione locale dell’Arma, durante il periodo più intenso della lotta alla criminalità organizzata. Sottoufficiale di grande esperienza, prima di comandare la stazione di Putignano, Macchia aveva anche partecipato a due missioni internazionali in Kosovo e poi per alcuni anni aveva guidato come facente funzioni la SIS (Sezione Investigazioni Scientifiche) di Bari.

Covid, morto comandante dei Carabinieri: il cordoglio della comunità

L’uomo, che da un paio di settimane era ricoverato all’Ospedale Miulli dopo avere contratto il coronavirus, era stimato e ben voluto dall’intera comunità putignanese, cui è rimasto molto legato fino alla fine- anche se da qualche anno abitava nella vicina Turi – tanto da avviare insieme ad altri fondatori, l’Associazione volontari dell’Arma dei Carabinieri della città di cui era stato inizialmente nominato presidente.
La stessa Associazione, ora guidata da Gianmaria Zappinpulso, ha così salutato la precoce scomparsa del collega: Con gli occhi pieni di lacrime e il cuore stretto dal dolore l’Associazione Nazionale Carabinieri – sezione di Putignano oggi perde un fratello, un amico, un socio fondatore, un grande uomo: Donato Macchia… Unendoci al dolore dei tuoi cari ai quali esprimiamo il nostro profondo cordoglio, ti rendiamo i nostri onori: ciao Donato!”.

Covid, morto comandante dei Carabinieri: il dispiacere di amici e colleghi

L’ex carabiniere, che si era risposato da poco, ha lasciato la moglie, una figlia e una nipotina di due anni. In queste ore in tanti hanno deciso di ricordarlo con un messaggio sui social, e in particolare l’amico fraterno turese Raffaele Valentini ha ricordato la bella persona che era e i piccoli gesti quotidiani che condividevano: “Ci accomunavano le passioni per le moto e per il mare. Andavamo spesso insieme al mare. Inoltre Donato amava molto viaggiare. Gli piaceva molto trascorrere serate insieme con gli amici. Aveva una notevole cultura, era un uomo molto corretto che non scendeva a compromessi con nessuno, non amava le mezze misure. Andava subito al sodo delle questioni. Ci mancherà ma allo stesso tempo sarà sempre con noi”. Valentini ha aggiunto inoltre : «Ogni mattina prendevamo il caffè insieme. Era una persona appassionata di politica ma capace di massimo rispetto per le idee altrui. Ai primi di aprile ho saputo che aveva contratto il Covid. Inviavo messaggi che restavano senza risposta e non era da lui. Poi sua figlia mi telefonò dandomi la notizia. Ho pregato fino a poche ore fa che potesse salvarsi nonostante avesse una grave insufficienza respiratoria. Due o tre giorni fa lo hanno intubato».

Commozione e tristezza anche tra i colleghi: «Ho lavorato con Donato Macchia per 11 anni – sostiene un sottufficiale dell’Arma.
“Era un uomo che pensava solo all’interesse delle istituzioni e del singolo cittadino. Per i problemi del cittadino indifeso si faceva in quattro. Oggi tanti colleghi disseminati per l’Italia, da Catania a Trento, sono in lacrime”.