L'arte italiana conquista gli inglesi: Achille Perilli espone a Londra

Red

Roma, 14 ott. (askanews) - Il romano Achille Perilli viene ufficialmente consacrato come uno tra i maggiori artisti contemporanei del Novecento: le sue "geometrie irrazionali" fino al 10 novembre saranno esposte alla Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra, nella sala 4, nell'ambito delle 'Special Display' dedicate ai grandi artisti di arte moderna e contemporanea italiana.

Dopo la tappa all'Ermitage di San Pietroburgo (dicembre 2018 - gennaio 2019), la collezione dell'artista italiano - "Achille Perilli: Irrational Geometries", curata da Luca Barsi - è ospite della Capitale inglese. Le opere di Perilli in esposizione a Londra sono considerate delle vere e proprie icone che tracciano simbolicamente il percorso di crescita dell'arte contemporanea italiana - di cui Perilli oggi viene riconosciuto come uno dei massimi esponenti - e rappresentano l'excursus storico e artistico del pittore nell'arco temporale di circa mezzo secolo. Particolare attenzione, nell'ambito della selezione delle opere portate portate in Inghilterra, è stata data ai suoi lavori più recenti che sono riusciti a "catturare" l'esteriorità di strutture dinamiche complesse che ricalcano spie illogiche e calcoli architettonici caleidoscopici. Alcune delle opere in esposizione, otto in tutto, provengono da collezioni private e saranno esposte al grande pubblico internazionale per la prima volta in occasione di questo evento.

Achille Perilli (Roma, 1927) è tra i firmatari del manifesto del gruppo Forma 1 (1947-1948) per la difesa dell'arte astratta. Nel 1949 aderì al Movimento per l'arte concreta; dal 1957 al 1960 diresse con G. Novelli la rivista L'esperienza moderna; con altri fondò (1964) la rivista Grammatica. Partecipò alla Biennale di Venezia (1962, 1968). Interessato inizialmente a composizioni astratte con sequenze grafico-narrative, dagli anni Settanta si è dedicato alle machinerie, strutture mutanti, determinate da una metodologia irrazionale. Sempre a contatto con gli ambienti culturali più all'avanguardia, nel 1971 scrive il Manifesto della Folle Immagine nello Spazio Immaginario; nel 1972 partecipa alla costituzione del Gruppo Altro; nel 1982 pubblica il manifesto Teoria dell'irrazionale geometrico.

Ha collaborato anche ad allestimenti teatrali. A Perilli sono state dedicate numerose mostre personali e retrospettive in importanti gallerie e musei: Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, 1988; Calcografia Nazionale di Roma, 1992; Mole Vanvitelliana di Ancona, 1998; Institut Mathildenhöhe di Darmstadt, 2005; Scuderie Aldobrandini di Frascati, 2006. Dal 1995 è membro dell'Accademia Nazionale di San Luca.

Il nome di Perilli, pittore italiano di caratura internazionale, divenne noto nei circoli artistici legati al gruppo romano Forma 1, attivo dal 1947 al 1951. Gli artisti del gruppo - che si incontravano nel laboratorio di Renato Guttuso - furono i primi nell'Italia del dopoguerra a interessarsi all'Astrattismo, opponendo il proprio lavoro all'arte Realista e Simbolista che veniva percepita come decadente. Prendendo avvio dall'ideologia marxista, con le loro opere cercavano di confutare la convinzione "razionale" che il Formalismo, nell'arte, fosse incompatibile da legare col Marxismo.