Lasciare un segno


Gaia, 29 anni e una missione: sopravvivere alla fine del mondo profetizzata dai Maya. Ha tempo fino al 21 dicembre per scoprire tutto quello che può sulla fine del mondo, capire cosa c'è di vero e, in caso di necessità, come mettersi in salvo.

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Alda Merini
diceva: “È necessario che la donna lasci un segno di sé, della propria anima, ad un uomo”. Mai aforisma fu più azzeccato. Uno pensa che la fine del mondo è vicina (parliamo sempre del 21 dicembre 2012 e per assurdo, è chiaro, ché qui tutti vogliono arrivare a Natale), a quali desideri inconfessabili esaudire prima dell'Apocalisse, a quali altri cataclismi ci attendono oltre alla profezia Maya e poi?

Cosa rimane per chi non crede nell'aldilà? Possibile che finirà tutto nel nulla? Che amarezza. Se abbiamo tracce di civiltà lontane migliaia di anni, reperti di dinosauri ed evidenti prove di ere glaciali, è mai possibile che non ci sia un modo per lasciare un segno indelebile per i posteri? Ipotizziamo che sì, è possibile lasciare una traccia del proprio passaggio sulla terra, il passaggio successivo è capire come.

La prole non vale, perché la fine del mondo coinvolgerà tutti e probabilmente estinguerà il genere umano. Io punterei sull'universo, perché è la cosa più vicina al concetto di infinito che la mia immaginazione riesce a elaborare.

Il sito globalstarregistry.com offre kit stella a prezzi più che vantaggiosi: mi ci ero imbattuta anni fa durante l'annosa ricerca di regali natalizi originali e mi era sembrata una trovata da malati di superomismo e ai limiti del ridicolo, quindi ho lasciato perdere. Ora mi sembra invece l'idea più azzeccata in vista dell'Armageddon.

Una stella mi sopravviverà, che cosa romantica.

In pratica funziona così: tu scegli il pacchetto e poi nel giro di un paio di giorni arriva a casa una lettera di congratulazioni e le coordinate dell'astro che porta il tuo nome. E non c'è il rischio che esistano omonimie come nella realtà: ogni stella è unica e porta un solo nome, che viene archiviato in una Volta Celeste Anagrafica, registrato in un libro e depositato presso l'ufficio per la tutela del diritto d'autore degli Stati Uniti d'America.

Cioè, è mera formalità ovviamente, l'universo non sarà di certo al corrente che quella stella porterà il nome di Gaia, per dire, ma è un'idea così commovente da convincermi in pochi minuti. L'unica controindicazione è il corriere: siamo pur sempre sotto Natale e si sa che i tempi di spedizione in questo periodo raddoppiano. Insomma, ci terrei ad avere il mio attestato di proprietà stellare prima del 21 dicembre.

Poco male, decido di rischiare e studio i pacchetti disponibili. La scelta è ardua: i pacchetti disponibili sono quello basic “Stella”, lo “Zodiaco opzionale” dove scegli la tua stella in base alla costellazione del segno zodiacale, quello con la stella all'interno della costellazione dell'Orsa Maggiore e quella di “Orione”. Opto per l'Orsa Maggiore, che mi ha sempre affascinato e mi dà un senso di sicurezza. Costo: 118 euro, col vantaggio che è visibile tutto l'anno.

Peccato invece per essere arrivata tardi per il progetto lanciato da hellofromhearth.com in collaborazione con la Nasa, che nel 2009 ha dato la possibilità a tutti gli abitanti della terra di scrivere un messaggio e inviarlo sul pianeta Gliese 581d. I messaggi giungeranno a destinazione tra circa 17 anni e se mai arrivassero delle risposte dagli alieni non sarà prima del 2049. Con buona pace degli impazienti. 

Anche il sito sentforever.com dà la possibilità di inviare messaggi che rimarranno per l'eternità, peccato non ci sia modo di capire come.

Potrei trascrivere tutti i miei ricordi su un social network: magari la rete ci sopravviverà. Certo, lo fanno già tutti, di scrivere sul web anche quando respirano.

Ci sarebbe un'altra strada. Quella più rischiosa. Quella di non limitarsi a lasciare un segno, ma di lasciarsi una possibilità aperta per ritornare dopo che tutto sarà finito.
Di cosa sto parlando? Ma dell'ibernazione, ovviamente! C'è una struttura in Arizona che consente l'ibernazione post mortem. Sì, be', diciamo che tecnicamente è tutto un po' complicato, ma diciamo in astratto: se trovassi il tempo e il modo di contattare l'Alcor Life Extension Foundation di Scottsdale, Arizona, sarebbe fatta.

L'Alcor Life garantisce di conservare tutto il corpo – oppure, se non si vuole spendere tutta la cifra che chiede la società, solamente della testa – di un defunto in uno stato di “criogenesi” all'interno di un centro sicurissimo. Il servizio costa appena 176mila dollari, 80 mila per la testa, che poi è l'unica parte davvero pensante di noi (sì, ok, l'immagine è disgustosa). Pare che siano già 800 le persone “conservate” in Arizona.

Solo che, diciamocelo: a parte che la faccenda suona veramente macabra, i problemi sono anche qui che avrei dovuto pensarci prima. Che non ho tutti quei soldi e dovrei rimediarli. Che poi, per essere ibernata legalmente, dovrei prima morire.

In una settimana, mi sembra tutto molto improbabile. E poi, chi mi garantisce che con l'armageddon non distrugga anche l'Alcor Life Extension Fountation? Nessuno.

Quindi, meglio fare altri progetti, più sensati, per lasciare un segno. Così, se il 21 il mondo non dovesse finire, avrei già pianificato il futuro. Che non è male, per una distratta come me. D'altra parte, tutto è eterno, finché dura.
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