Lasciate perdere Bezos, la vera storia spaziale è quella di Wally Funk

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Jeff Bezos non fa niente per caso. Ha scelto di effettuare il primo volo della sua capsula New Shepard il 20 luglio per festeggiare il 52esimo anniversario dell'allunaggio di Apollo 11. E il festeggiamento ha voluto farlo in prima persona, dal momento che ha scelto di fare parte dell'equipaggio del volo inaugurale insieme al fratello Mark e a una coppia da record composta dall'astronauta più giovane e quella più anziana.

Il diciottenne Oliver Daemen ha condiviso il volo con l'ottanduenne Wally Funk, astronauta mancata dei tempi eroici dell'inizio dell'era spaziale quando la NASA selezionava gli aspiranti astronauti tra i piloti collaudatori che si erano formati nei ranghi militari. All'epoca, la carriera militare era preclusa alle donne e questo ha offerto alla NASA una facile scusa per non considerare le candidature di aviatrici vogliose di partecipare all'avventura spaziale.

Wally aveva superato i testi psicofisici ai quali venivano sottoposti gli astronauti nel 1961 insieme ad altre 12 aviatrici. Le 13 signore avrebbero dovuto continuare i test in un centro della NASA che, all'ultimo momento, ha annullato tutto, perdendo l'occasione di mandare nello spazio una donna americana. I pregiudizi erano stati più forti della voglia di essere i primi e lo sarebbero stati per molti anni, visto che la prima donna americana volerà sulla Shuttle nel 1983, giusto vent'anni dopo la sovietica Valentina Teleskova. Se volete documentarvi su questa storia cercate Mercury 13 su Netflix. 

Wally aveva 22 anni all'epoca dei test e, vistasi rifiutata, non si è lasciata scoraggiare. Ha cocciutamente fatto domanda quando la NASA apriva le selezioni per nuovi astronauti senza mai ottenere niente. L'ultima volta le dissero che non era idonea perché non aveva la laurea in ingegneria, dimenticandosi che diversi degli astronauti storici non erano laureati.

Wally non ha mollato ed ha continuato la sua carriera come pilota fino a essere la prima donna a ricoprire la posizione di ispettore della General Aviation Administration e la prima donna a fare parte del National Transportation Safety Board. Il desiderio di andare nello spazio non l'ha mai lasciata e una decina di anni fa si era comperato un biglietto per un volo suborbitale con Virgin Galactic quando si pensava che il turismo spaziale fosse dietro l'angolo.

Poi il programma ha avuto problemi e ritardi e, alla fine, Richard Branson ha fatto il suo volo inaugurale solo una decina di giorni prima del concorrente Jeff Bezos che però ha mostrato più sensibilità mediatica, invitando la straordinaria Wally insieme al giovanissimo Oliver.

Sessant'anni di attesa per godere di tre minuti di assenza (apparente) della forza di gravità. Nella diretta si sono sentiti degli urletti soddisfatti anche se temo che i tre minuti magici devono essere passati in un lampo.  A distanza di pochi giorni due miliardari hanno realizzato il loro sogno aprendo due vie diverse per portare brevemente facoltosi turisti nello spazio. Sperano di realizzare grandi guadagni oppure vogliono solo affermare la loro presenza in una nicchia di mercato ad alta visibilità? Mentre Bezos dice di voler costruire colonie orbitanti, Branson si potrebbe accontentare di disseminare la Terra con i suoi spazioporti, uno dei quali vedrà la luce in Puglia.

Complimenti a entrambi anche se, paragonati a Elon Musk, fanno la figura dei principianti. Space X in autunno porterà in orbita il suo primo equipaggio di non professionisti. Certo, il prezzo sarà diverso, ma l'avventura durerà molto più di 3 minuti.

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