"Lasciati soli dallo Stato nella Platì del nord", dice il sindaco di Buccinasco

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AGI - “Negli ultimi anni l'unica presenza tangibile dello Stato qui è stata quella della Polizia Locale. Ora la musica deve cambiare, le istituzioni non ci devono lasciare soli”. Sono parole di grande preoccupazione quelle espresse all'AGI dal sindaco di Buccinasco, Rino Pruiti, dopo l'omicidio di Paolo Salvaggio, il pregiudicato per indagini legate alla droga che è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco in via della Costituzione nel Comune a sud di Milano, un territorio segnato da decenni dalle infiltrazioni della 'ndrangheta.

"Potrebbe essere l'inizio di un regolamento di conti"

“Questo è un momento drammatico – prosegue il primo cittadino del Pd, eletto nel 2017 -  perché non vedevamo morti ammazzati in strada dalla fine degli anni Ottanta. E' un episodio che chi ci ha choccati anche se non siamo sorpresi perché conosciamo il territorio in cui viviamo. Quello che sgomenta è l'arroganza di quella che sembra proprio essere stata un'esecuzione alle 10 del mattino in una zona in pieno centro frequentata da nonni e bambini. Poteva essere una tragedia ancora più grande”.

Il timore di Pruiti è che non sia finita qui: “Le modalità dell'esecuzione e la caratura criminale della vittima fanno pensare che sia in corso un regolamento di conti nel mondo della droga e  della criminalità organizzata”. Il sindaco ha telafonato alla ex moglie della vittima per porgergli le sue condoglianze e la vicinanza della comunità che rappresenta.

Le minacce di Rocco Papalia al sindaco 

“Siamo nella Platì del nord – aggiunge -. Non è accettabile quello che è successo oggi. Spero che le istituzioni ora siano presenti. Noi abbiamo puntualmente riferito la presenza di pregiudicati e famiglie legate alla criminalità. Io stesso ho ricevuto l'estate scorsa delle minacce da Rocco Papalia”.

In quell'occasione, uno dei nomi più pesanti della criminalità organizzata si scagliò contro Pruiti che lo aveva invitato a scusarsi con la cittadinanza con queste parole: "Io ho fatto più di lui perché  ho costruito mezza Buccinasco, con i mezzi miei, di scavi e movimento terra. Se c'è qualcuno che se ne deve andare, deve essere lui”. 

“Parole inaccettabili – aveva ribattuto il sindaco – non possiamo che rifiutarle e non possiamo pensare di poter continuare a vivere accanto a un personaggio simile. Scriverò al Prefetto di Milano perché a Buccinasco la ferita è ancora aperta e le minacce di Papalia non fanno che gettare benzina sul fuoco. Non rinnega il suo passato, non chiede scusa per i reati per cui è stato condannato in via definitiva, addirittura rivendica di aver fatto per Buccinasco più delle istituzioni. È un nuovo attacco allo Stato e lo Stato deve reagire”.

Un corteo di 41 sindaci e 300 cittadini era sceso in piazza dopo questo scambio pa per sostenere Pruiti il 5 luglio scorso in un'inziativa organizzata dalle associazioni contro le mafie Libera e Avviso Pubblico.  
 

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