L'assassina di Vanessa Russo è nullatenente

Doina Matei Vanessa Russo
Doina Matei Vanessa Russo

Doina Matei ha ucciso Vanessa Russo nella metro di Roma. La donna, uscita per buona condotta nel 2019, risulta nullatenente e con due figli a carico. Per questo sarà lo Stato italiano a risarcire la famiglia della vittima.

Omicidio Vanessa Russo, l’assassina è nullatenente: lo Stato pagherà 760mila euro di risarcimento

Lo Stato italiano pagherà 760mila euro di risarcimento al posto di Doina Matei. La donna è stata condannata a 16 anni per omicidio preterintenzionale aggravato per aver ucciso Vanessa Russo con un ombrello. È tornata a piede libero a giugno 2019, dopo aver pagato il suo debito con la giustizia. La donna è nullatenente e ha due figli, per cui non può farsi carico del risarcimento stabilito dopo la causa civile davanti al Tribunale di Perugia, che spetta alla famiglia della vittima, uccisa quindici anni fa dopo una discussione nella metropolitana di Roma. La famiglia ha presentato ricorso al Tribunale di Roma, chiamando direttamente in causa lo stato italiano.

Vanessa Russo è stata uccisa con un ombrello

Vanessa Russo è stata uccisa il 26 aprile 2007 all’interno della stazione Termini metropolitana di Roma. La ragazza era stata gravemente ferita con un ombrello in seguito ad una lite. Il colpo era arrivato dritto nell’occhio, provocando lo sfondamento della calotta cranica. Purtroppo Vanessa Russo è morta e la sua assassina Doina Matei era stata rintracciata grazie al lavoro delle forze dell’ordine e alle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza. In primo grado e in Appello ha ricevuto una pena di 16 anni. Dopo la richiesta di rito abbreviato, che prevede la riduzione della pena ad un terzo, e alla sentenza del Tribunale di Perugia, è tornata in libertà per buona condotta nel 2019.

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