L'assessora ai Grandi Eventi di Roma: "Il 90% delle persone non sa cos'è l'Eurovision"

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(Photo: Facebook)
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Roma è fuori dalla corsa. Non sarà la capitale a ospitare l’edizione 2022 dell’Eurovision Song Contest. Regolamento vuole che la manifestazione canora si tenga nel paese del vincitore e, con la vittoria dei Maneskin, spettava all’Italia il compito. Ora restano cinque città in corsa: Bologna, Milano, Pesaro, Rimini e Torino. Il passo indietro della città amministrata da Virginia Raggi ha attirato le polemiche degli avversari politici e sui social ha fatto discutere anche la difesa dell’assessora ai Grandi Eventi Veronica Tasciotti.

“Da oggi tutti esperti di grandi eventi, di Eurovision che il 90% delle persone non sa neanche cosa sia, di altezze e carichi dei pesi, di bid book e di impianti”, ha scritto sul suo profilo Facebook Tasciotti, minimizzando la popolarità della più importante competizione di musica a livello europeo. “Incredibile” ha scritto su twitter il segretario del pd Roma, Andrea Casu, commentando l’uscita dell’assessora, “Prima la raggi celebra in Campidoglio i Maneskin vincitori di Eurovision, poi dopo l’ennesima figuraccia l’assessora ai Grandi eventi fischietta e fa finta di nulla. Un teatro dell’assurdo. Ma ormai manca solo un mese alla fine di questa farsa”.

E’ stata proprio la EBU, , L’Unione europea di radiodiffusione, ad escludere ieri Roma dalla cinquina finale, a dispetto dei tweet della sindaca Virginia Raggi già all’indomani della vittoria dei Maneskin: “Roma è la città perfetta per rilanciare la sfida”. A quanto pare no, le location proposte dalla città per ospitare lo show non erano adeguate, a partire dalla prima scelta, il Palazzo dello Sport, scartato probabilmente a causa del soffitto a volta che non permetterebbe l’installazione del grosso impianto luci previsto. Pare che il Comune di Roma, come dichiarato dall’assessora al Turismo e ai Grandi Eventi, Veronica Tasciotti, ci abbia provato in tutti i modi, proponendo il Nuovo Centro Congressi, Cinecittà, dove ospitò la non fortunatissima edizione del 1991, condizionata da ritardi legati a gravi problemi di organizzazione, e la Nuova Fiera di Roma, scartata anche quella per un problema al soffitto, di qualche metro non conforme agli standard richiesti.

Le richieste dell’EBU sono piuttosto chiare: l’Eurovision Song Contest si deve tenere in un luogo vicino ad un aeroporto internazionale, massimo 90 Km; 200 camere d’hotel adiacenti ad una struttura in grado di ospitare comodamente un evento di portata mondiale. Una struttura che sia quindi al coperto, in grado di ospitare tra gli 8 e i 10mila spettatori, nonché tutto il reparto produzione, ospiti, stampa e sicurezza, che sia facilmente accessibile per un’installazione i cui lavori partono ben sei settimane prima dello show. Strutture che deve dunque essere disponibile per un lungo lasso di tempo, fino ad una settimana dopo, tanto è il tempo che ci vuole per liberarla dall’impianto tecnico.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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