L'asso nella manica di Macron a Biarritz: portare l'Iran al G7

cecilia scaldaferri

Colpo di scena al G7 a Biarritz dove nel primo pomeriggio è atterrato a sorpresa il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, reduce nei giorni scorsi da un tour europeo nelle capitali scandinave e a Parigi.

La crisi iraniana e il futuro dell'accordo sul nucleare sono in cima alle preoccupazioni della comunità internazionale, arenata in una situazione di stallo dopo il ritiro unilaterale degli Stati Uniti e il progressivo disimpegno di Teheran, che minacciano di portare l'intesa al collasso.

La Repubblica islamica da tempo chiede all'Ue di schierarsi apertamente in suo sostegno contro le sanzioni americane che stanno strangolando l'economia, mentre nel Golfo si è registrata di recente un'impennata della tensione, con diversi incidenti che minano la precaria stabilità dell'area.

A Biarritz il capo della diplomazia iraniana ha incontrato il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, il ministro delle Finanze, sherpa di Gran Bretagna e Germania e lo stesso Macron. "La strada è difficile, ma vale la pena tentare", ha twittato Zarif prima di lasciare la cittadina francese al termine di colloqui che fonti dell'Eliseo hanno definito "positivi".

L'arrivo del capo della diplomazia iraniana è stato un gran colpo per Macron, che si è intestato la guida degli sforzi europei per ridurre le tensioni tra Washington e Teheran, con l'obiettivo di un ritorno al tavolo negoziale.

In quest'ottica rientra il colloquio avuto con Zarif all'Eliseo venerdì scorso nel quale sono state discusse misure per una de-escalation, come la riduzione di alcune sanzioni Usa o un meccanismo di compensazione economica per recuperare parte degli introiti petroliferi perduti a causa delle misure americane.

Lo 'sbarco' di Zarif a Biarritz ha sorpreso la Casa Bianca: "No comment" è stata la secca dichiarazione del presidente americano, Donald Trump, ai giornalisti che gli chiedevano di un possibile incontro. E nel pomeriggio, al termine della seconda sessione di lavoro e dopo aver annunciato un accordo con il Giappone per una nuova intesa commerciale, l'inquilino dell'Eliseo si è ritirato in albergo. Solo poche settimane fa il dipartimento del Tesoro ha imposto sanzioni su Zarif, congelando i suoi beni negli Usa con la motivazione che attua la "agenda sconsiderata della Guida Suprema" Ali Khamenei.

In concomitanza con il suo arrivo a Biarritz, il portavoce del ministero degli Esteri, Seyyed Abbas Mousavi, ha fatto sapere che a invitare Zarif è stato Le Drian, "per continuare le discussioni sulle recenti iniziative tra i presidenti di Iran e Francia", e ha sottolineato che non sono previsti "incontri o negoziati con la delegazione Usa".

Secondo una fonte dell'Eliseo, Trump era stato avvertito dallo stesso Macron dell'arrivo del capo della diplomazia di Teheran durante il pranzo di ieri e la notizia era stata poi condivisa in serata con gli altri leader del G7. La stessa fonte ha sottolineato che non si è trattato di un invito al summit per il capo della diplomazia iraniana, ma di un vertice franco-iraniano, dopo l'incontro di venerdì a Parigi.

Anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ci ha tenuto a mettere in chiaro che si è trattato di un "evento parallelo" al G7, ma ha anche affermato che ogni opportunità per ridurre le tensioni deve essere colta, confermando di essere stata avvertita ma con scarso preavviso.

Che la crisi iraniana resti un tema altamente divisivo lo ha comunque dimostrato il botta e risposta a distanza tra Macron e Trump, andato in scena prima dell'arrivo di Zarif. In mattinata era filtrata dal summit la notizia di un presunto mandato dei leader del G7 all'inquilino dell'Eliseo per parlare a Teheran a nome loro, ma il presidente americano, interpellato in merito, aveva smentito di averne discusso. E poco dopo aveva pubblicamente preso le distanze, sottolineando che gli Usa avrebbero fatto "i loro passi". Poco dopo era stato lo stesso Macron a prendere la parola pubblicamente per riferire che dalla riunione del G7 non era emerso "un mandato formale" nei suoi confronti per il dialogo con l'Iran. "Ognuno continuerà ad agire nel proprio ruolo", aveva aggiunto il capo dell'Eliseo.