L'associazione dei consumatori denuncia Salvo Sottile

codacons denuncia salvo sottile

Il Codacons non risparmia nessuno e dopo aver querelato Fedez passa a Salvo Sottile. L’associazione dei consumatori si è scagliata contro il giornalista, accusandolo di diffamazione. Non solo, ha anche chiesto alla Rai il suo lincenziamento. Quali sono i motivi di questa ennesima battaglia legale?

GUARDA ANCHE - Salvo Sottile e la paura del terremoto

Il Codacons denuncia Salvo Sottile

Il Codacons non molla e, dopo aver denunciato Fedez in piena emergenza Coronavirus, passa a Salvo Sottile. Il giornalista, stando a quanto si legge sull’esposto, avrebbe diffamato l’associazione dei consumatori servendosi di più mezzi. Ovviamente, come accaduto con il rapper, i motivi sono da ricollegare alla pandemia che ha investito il nostro Paese e alle relative raccolte fondi. Sul comunicato del Codacons si legge:

“Sottile, di cui è noto l’odio personale verso il Codacons, unica associazione esclusa da Mi manda Raitre, anziché lodare l’intervento a tutela della trasparenza e dei donatori, avviò una campagna mediatica sui social tesa a diffamare e calunniare l’associazione, attraverso deliranti tweet e video nei quali, sostanzialmente, accusava il Codacons di truffa aggravata e invitava la magistratura ad indagare sull’operato dell’associazione”.

L’associazione dei consumatori, inoltre, chiama in causa anche il virologo Roberto Burioni e il sottosegretario al Ministero dell’Interno Carlo Sibilia, chidendo la sostituzione di quest’ultimo.

GUARDA ANCHE - Chi è Fedez?

Come se non bastasse, l’associazione dei consumatori chiede il licenziamento di Sottile. Si legge:

“Un comportamento che, in qualsiasi altro paese, avrebbe portato la Tv pubblica a licenziare in tronco un conduttore che abusa della sua posizione, e che meriterebbe una puntata di Mi manda Raitre dedicata proprio ad indagare il suo conduttore. Per tale motivo il Codacons ha chiesto un incontro urgente al nuovo direttore di Raitre Franco Di Mare”.

Per il momento, Salvo non ha replicato alle accuse e si è limitato a condividere su Facebook la notizia della querela da parte dell’associazione dei consumatori.