L’asteroide che poteva colpire la Terra non è più un pericolo

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Il prossimo 9 settembre la Terra avrebbe corso il rischio di un impatto con un asteroide. Un rischio non bassissimo: le possibilità erano di una su settemila (giusto per fare un paragone: quella di vincere al Superenalotto è di una su 622 milioni). Il corpo minaccioso si chiama 2006 Qv89, e adesso non è più pericoloso. Lo dicono l’Agenzia spaziale europea (Esa) l’Osservatorio europeo australe (Eso), dopo un’attenta analisi dei dati restituiti dal Very Large Telescope (Vtl) dell’Eso.

I numeri, infatti, hanno ogni chance di collisione contro il nostro pianeta da parte dell’asteroide, il cui diametro è stimato in una grandezza oscillante tra i 20 e i 50 metri. Il team di ricercatori ha poi aggiunto che le probabilità di un impatto futuro - altri passaggi ravvicinati del corpo celeste sono stimati intorno al 2032, al 2045 e al 2062 - sono molto remote.

Già lo scorso giugno gli scienziati avevano dichiarato, cercando di spegnere allarmismi privi di ragione - che la probabilità di collisione tra 2006 Qv89 e la Terra erano minime. Eppure, non pochi media avevano parlato di potenziale catastrofe. Il 9 settembre l’asteroide transiterà alla sua più ravvicinata distanza dalla nostro pianeta: 6,7 milioni di chilometri. Per capire quanti siano, si pensi che sono più o meno 15 volte la distanza tra noi e la Luna. La stima per un potenziale impatto, in termini percentuali, era lo 0,0137%.

2006 Qv89 è stato individuato dal progetto Nasa Catalina Sky Survey proprio 13 anni fa (ecco perché c’è l’anno nel nome). L’osservazione è durata 10 giorni, poi i ricercatori ne hanno perso le tracce, ed è questo il motivo che finora ha reso complicato calcolare la sua traiettoria precisa. Gli scienziati hanno quindi concentrato le proprie osservazioni sulla regione di cielo in cui l’asteroide dovrebbe trovarsi se fosse reale una collisione la Terra. Ma in quella porzione di universo non c’è nulla. Deep Impact resta ancora solo un film.