L'attacco di Draghi: "Lavrov osceno. Non abbandoniamo l'Ucraina"

Alberto PIZZOLI / AFP

AGI - Un durissimo attacco al ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e alle sue parole "aberranti e oscene" e la conferma che l'Italia continuerà ad appoggiare Kiev, anche con l'invio di nuove armi. Mario Draghi illustra in conferenza stampa il nuovo decreto aiuti varato dal Consiglio dei ministri (14 mld di euro da destinare a famiglie e imprese per ridurre l'impatto del conflitto) e torna a ribadire la posizione italiana sulla guerra scatenata dall'aggressione di Mosca. L'intervista di Lavrov? "Prima di tutto parliamo di un Paese, l'Italia, dove c'è libertà di espressione, e il ministro Lavrov appartiene a un Paese dove non c'è liberta di espressione", esordisce Draghi.

L'Italia "permette dunque di esprimere le proprie opinioni liberamente, anche quando sono palesemente false, aberranti. Il mio giudizio quindi è questo: quello che ha detto Lavrov è aberrante. E per quanto riguarda la parte riferita a Hitler e al fatto che era ebreo, quella parte li' è veramente oscena". "In realtà è stato un comizio non una intervista - aggiunge il premier - e la domanda che ci si deve fare quindi è se si deve accettare di invitare una persona che chiede di essere intervistata senza nessun contraddittorio. Non è granchè professionalmente e fa venire in mente strane idee".

Quanto alle critiche di Giuseppe Conte e di Matteo Salvini sull'invio di armi a Kiev, Draghi tiene il punto: "Siamo un paese democratico, c'è una varietà di posizioni è abbastanza normale - dice - ma la posizione italiana sulla politica estera, la guerra in Ucraina e la lealtà agli alleati non è in discussione, grazie alla politica fatta da questo governo e all'impegno preso al momento".

Draghi ha letto un passaggio del discorso di insediamento alle Camere e ha ribadito che l'Italia agisce in "difesa dei valori della Ue e dell'Alleanza Atlantica". Dunque, prosegue ancora Draghi, l'invio delle armi a Kiev continuerà, ed è già pronto un decreto interministeriale.

A pochi giorni dalla visita a Washington per incontrare Joe Biden, il premier aggiunge che "noi cerchiamo la pace, l'ho detto più volte e la nostra appartenenza alla sicurezza atlantica è scontata e non cambia, nessuno di noi vuole la guerra o un escalation. Questo lo diro' certamente a Biden. Ma nessuno di noi vuole abbandonare l'Ucraina, ho detto più volte che avremo la pace solo se l'Ucraina riesce a difendersi, altrimenti avremo un'occupazione, la sottomissione di un Paese sovrano, una schiavitù. Non credo sia quello che vuole nessuno in Italia".

Il premier torna infine anche sulla ipotesi di pagamento in rubli del gas russo e preme su Bruxelles affinchè prenda al più presto una posizione univoca: "è necessario che la Commissione europea esprima un parere legale chiaro sul pagamento in rubli - dice - - è' l'unico modo per tenerci tutti uniti, se non c'è chiarezza o linea di condotta ogni paese fara come crede". "Io ho detto che per me si tratta di una violazione contrattuale - ha aggiunto - quello che ho detto per ora esclude questa possibilità. Per questo sto aspettando con ansia la posizione della commissione, che darebbe sostegno a una mia posizione personale, per altro condivisa da altri", conclude.

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