L'attico milanese che si affaccia su Citylife è un sensory apartment dove tutto ha il suo perché

Di Redazione Digital
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Photo credit: Davide Arena
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From ELLE Decor

Definito sensory apartment, Penthouse One-11 a Milano rappresenta a pieno l'espressione del concept ideato da TecMa Solutions “Psicologia dell’Abitare” che identifica un modo innovativo di progettare l’abitazione, finalizzato al benessere della persona. Complice è la disposizione degli spazi che, distendendosi lungo gli oltre 3oo metri quadrati di superficie, restituisce un ampio attico bi-livello all’interno delle residenze disegnate da Zaha Hadid nella CityLife meneghina. Situato all'ultimo piano del rinomato complesso, gode di affacci sul parco attiguo, su piazza Tre Torri, ossia davanti ai grattacieli di Zaha Hadid, Daniel Libeskind e Arata Isozaki, e sullo skyline della città. Insomma, un ambìto paesaggio urbano che amplia l'orizzonte di veduta degli ospiti slanciando l'abitazione verso ciò che la circonda in una ricercata relazione tra prossimità e lontananza.

Photo credit: Courtesy Photo
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Photo credit: Davide Arena
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Completato da Milano Contract District, realtà specializzata nel real estate che riunisce brand d’eccellenza del design di alta gamma,fornendo ai clienti un servizio “chiavi in mano”, Penthouse One-11 è il risultato di un sapiente esercizio di stile e funzionalità. Sotto la regia dell’architetto Rudi Manfrin, lo spazio restituito è totale, senza differenza e soluzione di continuità tra la ripartizione muraria e l’arredo, tra le pavimentazioni e i rivestimenti, tra le suddivisioni trasparenti e cieche, tra i sistemi di separazione mobile e statica, tra le finiture degli arredi e le superfici dei piani di appoggio. A definire la percezione visiva, tattile e spaziale delle stanze ci sono quindi le forti suggestioni materiche che definiscono i piani verticali e orizzontali: l'armonia fra natura e tecnica è sottolineata dall’accostamento di essenze in rovere termotrattato, di lamiere in ferro grezzo, di piani e superfici in Corian, di divisori vitrei colorati e trasparenti e di rivestimenti con lastre oversize di grès ispirate alle pietre e ai marmi naturali. Basti infatti guardare l'ingresso per rimanere colpiti dalla finitura Statuario della collezione I Classici di Rex di Florim: un'essenza marmorea dall'appeal senza tempo che riesce a dare vita ad un linguaggio architettonico in cui le lastre ceramiche divengono le vere protagoniste dello spazio.

Photo credit: Davide Arena
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Dalla zona giorno alla zona notte, la matericità della ceramica diventa il filo rosso della trama progettuale: si espande a vena continua sin sopra le pareti, inondando anche la cucina e il locale attiguo della lavanderia. Nella sala da bagno è il grande formato della collezione Industrial del marchio Floor Gres di Florim che crea uno sfondo effetto cemento intorno alla doccia. A contrasto, ecco finiture lignee e superfici opache, grezze e ruvide. Tra le altre aziende che hanno collaborato all'allestimento compaiono anche Lualdi, Oikos e Torsellini Vetro. La disposizione dei punti luce, inoltre, accompagna la naturale promenade tra le stanze: a supporto delle numerose aperture vetrate, ritroviamo una serie di sorgenti luminose che si integrano nell’architettura realizzando al contempo scenari funzionali e suggestivi. Un esempio? Moonline di Flos, un sistema di illuminazione componibile che guida lo sguardo sino all’ingresso della cucina.

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I grandi arredi, tra cui si distinguono gli imbottiti di Edra nel living e alcuni mobili di Lema nelle camere da letto, sono un distillato del miglior design. Snodo cruciale dell'appartamento è poi la scala: progettata da Fontanot, rappresenta il collegamento verticale tra i due piani, rivelando il proprio ruolo baricentrico e pivotale in tutto il sistema con cui interagisce. L'accesso al livello superiore è enfatizzato dalla visione esterna della grande terrazza che conferma la fluidità spaziale del progetto, rispettando a pieno l'estetica rigorosa ima n armonia tra naturalezza e tecnicità.

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