L'attimo fuggente: cinquant'anni fa l'uomo sulla Luna

Mgi

Roma, 20 lug. (askanews) - "Non abbiamo deciso di andare sulla Luna perché è facile, ma perché è difficile": le parole di John F. Kennedy riassumono perfettamente il senso del Progetto Apollo, che appena otto anni dopo, il 20 luglio del 1969 poté dire "missione compiuta" con il "piccolo passo" di Neil Armstrong. Un'epos politico e tecnologico senza precedenti ma in ultima analisi rimasto per ora fine a se stesso, se un qualche inquilino della Casa Bianca non deciderà di prendere il testimone dagli anni Sessanta e permettere alla Nasa di pensare di nuovo in grande.

Kennedy volle infatti regalare al Paese un sogno veramente americano, che facesse dimenticare le miserie del Vietnam, umiliasse un'Unione Sovietica fino a quel momento sempre un passo avanti nella corsa allo spazio e fornisse utili dividendi tecnologici, oltre che succose commesse al settore aerospaziale; il tutto - fattore cruciale - a spese dei contribuenti, felici di partecipare a una guerra patriottica senza spargimenti di sangue.(Segue)