L'attimo fuggente: cinquant'anni fa l'uomo sulla Luna -3-

Mgi

Roma, 20 lug. (askanews) - Una seconda tragedia, questa però in volo e in mondovisione, la sfiorò poi l'Apollo 13 ma - anche alla luce del successivo programma shuttle - non si può non rimanere meravigliati da quanto tutto sia filato liscio, considerando che gran parte della tecnologia utilizzata era di fatto inedita.

Per questo furono necessarie numerose missioni preliminari, senza le quali la "prima volta" dell'Apollo 11 non sarebbe stata possibile. Ma le impronte di Armstrong e "Buzz" Aldrin sulla Luna rimangono il simbolo e l'epitome dell'epica, un capitolo a parte con le annesse note a piè di pagina: Aldrin che insiste sul fatto che nelle tradizioni della Marina - di cui fa parte e sotto cui ricadono le formalità del programma spaziale - il comandante è l'ultimo a sbarcare; la Nasa che premerebbe invece su un "civile" quale è Armstrong e decide infine che, visto che il portello del Lem si apre verso l'interno bloccando di fatto il passaggio ad Aldrin, il primo passo tocca per forza al comandante. (Segue)