L'attrice di Un Medico in Famiglia: "Ho il cancro, faccio la chemio. Mi dissero che era veleno, ma il tumore è in remissione"

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Insultata per aver scelto di curare il tumore con la chemioterapia e non con metodi alternativi. Ecco ciò che è accaduto all’attrice Sabrina Paravicini, nota al pubblico del piccolo schermo per aver prestato il volto al personaggio dell’infermiera Jessica Bozzi nella serie “Un medico in famiglia”.

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Da mesi l’attrice sta combattendo la sua battaglia contro il cancro al seno, raccontando il percorso sui social network. E proprio tramite il suo account Instagram, la Paravicini ha voluto rendere noto uno spiacevole episodio risalente all’epoca della diagnosi. Ritiratasi dal mondo dello spettacolo per stare vicina al figlio affetto da Sindrome di Asperger, nei mesi scorsi l’attrice si è accorta di non stare bene: i primi controlli avevano evidenziato solo la presenza di una cisti ma, approfondendo le analisi, era emerso ben altro.

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“Il tumore era nascosto dietro la cisti che stava sotto al capezzolo. Quando ho avuto la diagnosi, il tumore aveva solo sei mesi, era grande due centimetri e mezzo e aveva già creato un’area infiammatoria di 6 centimetri. Era veloce e aggressivo. Non ancora operabile. Nel giro di due settimane ho iniziato la chemioterapia”, ha proseguito l’attrice.

“Ci ho anche provato a pensare di fare qualcosa di alternativo, non potevo permettermi di perdere neppure un mese, figuriamoci un anno per sperimentare. A tre giorni dalla diagnosi, una sorta di guru alternativo mi ha insultata per telefono perché non ho accettato di fare solo il ‘suo’ protocollo curativo di 120 giorni, mi gridò: ‘Si faccia avvelenare dalla chemioterapia, che stupida!’. Ma questo è il referto della risonanza che ho fatto dopo 4 cicli di epirubicina, un mese fa: remissione al 90% del tumore”, ha detto Sabrina Paravicini.

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L’interprete 48enne ha tenuto a sottolineare che “la chemio è offensiva e orribile, ma è l’unica cura certa e protocollata”.

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