L'aula sorda e grigia sull'eutanasia prova la fine del dibattito pubblico

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Hp (Photo: Hp)
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La prova che in Italia si è smarrita ogni traccia di quello che un tempo veniva nobilmente definito “dibattito pubblico” sta nella repentina sparizione dei temi fondamentali (la vita e la morte, addirittura) quando non stanno piu nei calendari dell’aula parlamentare, pronti a svanire. L’eutanasia, per dire. Bisogna resistere e non lasciarsi andare ad atroci invettive quando il Parlamento si trasforma in aula sorda e grigia quando l’eutanasia viene calendarizzata. Ma il problema non sono loro, siamo noi, siamo i nostri giornali che dedichiamo qualche spazio all’eutanasia solo quando approda nelle aule parlamentari per poi dimenticarcene, perché siamo incapaci di pensare che certi temi restino vivi anche quando la politica non se ne occupa.

La fine del dibattito pubblico appunto, il confronto anche aspro e conflittuale tra visioni del mondo e della vita che riguardano ciascuno di noi e nel momento più drammatico dell’esistenza. Eppure quante questioni andrebbero soppesate e quanto ci sarebbe da discutere, se è giusto o non staccare la spina, se c’è un momento in cui è meglio andarsene senza patire dolori indicibili. E invece niente, la dichiarazione dell’onorevole Caio, l’arguta risposta dell’onorevole Sempronio, tutti a recitare un copione prestabilito e la società civile silente se non fosse per il meritorio impegno dei radicali. L’agenda della politica, vuota e verbosa, non prevede discussione pubblica, appunto. Anche per questo ne usciremo peggiori.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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