Laura Boldrini parla della sua malattia, e di come il tumore ha cambiato le sue priorità

·4 minuto per la lettura
Photo credit: Simona Granati - Corbis - Getty Images
Photo credit: Simona Granati - Corbis - Getty Images

Sì è abbattuta come un fulmine, anzi uno "tsunami" la malattia che lo scorso aprile ha costretto Laura Boldrini a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico nel reparto di oncologia dell'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna. "Pensavo fosse un problema al nervo sciatico – ha detto l'ex presidente della Camera in un'intervista al Corriere della Sera – e invece era un tumore al femore, un sarcoma raro". A rivelarlo, quasi per caso a marzo, è una risonanza magnetica caldamente consigliata da una sua cara amica, i cui esiti mostrano subito una situazione grave a sufficienza da richiedere un intervento immediato. "Mi hanno tagliato 25 centimetri di femore e al suo posto hanno messo una protesi in titanio, con una calza. L’osso ricrescerà, ma non sarà una passeggiata. La cosa positiva è che non hanno trovato infiltrazioni. Non voglio pensare a cosa sarebbe stato se la mia amica non avesse insistito".

Photo credit: ANGELA WEISS - Getty Images
Photo credit: ANGELA WEISS - Getty Images

Dopo la delicata operazione Laura Boldrini è stata trasferita prima in terapia intensiva e poi in reparto per iniziare il percorso di riabilitazione, "che nella fase post operatoria è una prova durissima perché a volte il dolore è veramente forte" ha scritto dal suo profilo Instagram la deputata, che sui social ha documentato i piccoli progressi fatti giorno dopo giorno. "Ieri, – scriveva lo scorso 15 aprile – con l’aiuto della fisioterapista, mi sono seduta sul bordo del letto e dopo, appoggiata ad un supporto, ho fatto un passo in avanti e uno indietro e poi mi sono seduta di nuovo. Una fatica mostruosa. Sembra un passaggio da niente, una cosa semplice e invece mi è sembrato tanto. E mi ha dato speranza. Ero così contenta, anzi eravamo contente, anche l’operatrice e la mia compagna di stanza mi hanno rivolto parole di incoraggiamento. È come quando per raggiungere un posto hai davanti una salita che non sai quando finisce: la devi percorrere e basta, a passo lento e determinato. Prima ti avvii, prima arrivi. Ieri sono partita e so che sarà lunga, perché recuperare ogni piccolo movimento che potrà restituirmi l’autonomia, costa fatica e dolore. Mi sostiene in questa sfida – e mi sosterrà in futuro – l'affetto che ho ricevuto. La più importante delle risorse per combattere una malattia non è solo quella della determinazione personale, ma anche e soprattutto il non sentirsi soli, il continuare a percepirsi parte di una comunità, il mantenere i legami che hanno caratterizzato la nostra vita fino a quello spartiacque che, comunque, la malattia rappresenta. Perché c'è un prima e un dopo, inutile negarlo. Ed è quel prima che non si deve perdere, proprio nel momento in cui si è costretti a ripensarsi e ricostruirsi".

Photo credit: NurPhoto - Getty Images
Photo credit: NurPhoto - Getty Images

C'è tanta determinazione e tenacia nelle parole della deputata, che nella vita come nella politica si è sempre spesa con grande generosità, facendosi portavoce delle lotte femministe, ma anche di quelle a favore dell'immigrazione e dell'integrazione. Battaglie civili che l'hanno vista coinvolta in prima persona come bersaglio di invettive e insulti sessisti, denunciati sul web. "Trovo inaccettabile [...] che le nostre figlie debbano togliersi dal web per essere rispettate" disse all'epoca quando rese noti i nomi degli haters su Facebook. Era il 2016, ma le cose purtroppo non sono cambiate poi così tanto.

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

La Laura di oggi, a quasi un mese dall'intervento, è una persona "trasformata rispetto alla donna che vi è entrata due settimane fa" come scrive lei stessa sui social accanto a una foto che la ritrae insieme a tutto lo staff sanitario che l'ha seguita in questo percorso "con competenza e umanità". Sono stati "giorni difficili" per la deputata Boldrini che si è "ritrovata inserita in un contesto ospedaliero con ritmi serrati: ogni giorno interventi chirurgici lunghi e complessi, con persone che giungono qui da tutto il Paese, ognuna con il proprio bagaglio di angoscia e di speranza. Anche tanti bambini e tante bambine, adolescenti che devono, troppo presto, convivere con il dolore e i cui genitori si sentono impotenti. Una realtà che insegna tanto a chiunque sia disposto a recepire". "Segni indelebili nel corpo e nella mente" di una "malattia che si impone e mette tutto il resto in secondo piano", una "malattia che tira fuori le fragilità nascoste sotto corazze sapientemente costruite nel corso di una vita" e che Laura Boldrini difficilmente potrà mai dimenticare. E noi non possiamo che ringraziarla per avere scelto condividere con noi la sua esperienza di dolore e di rinascita. "Sapendo che nulla sarà più come prima".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli