L’autismo e i benefici del rapporto con gli animali

L’autismo e i benefici del rapporto con gli animali (Getty Images)
L’autismo e i benefici del rapporto con gli animali (Getty Images)

L’esperienza decennale maturata da Stefano Cortinovis e Simone Migliorati con il loro Centro Italiano di Consulenza Relazionale B.A.U. ha permesso di comprendere come alcune malattie, quali autismo, disturbi pervasivi dell’autismo, sindrome di Asperger, possano essere mitigate attraverso il rapporto con i pet nell’ambito della pet therapy.

A parlarne è Marianna Sala, educatrice e coordinatrice del Servizio Territoriale Autismo di Clusone (Bg), gestito dalla cooperativa Seriana 2000, che si occupa appunto di bambini e adulti con Autismo. Questa esperienza ha permesso di riscontrare l’incremento del livello di benessere per la persona con funzionamento autistico nella relazione mediata dalla animale, un abbassamento dello stato d’ansia grazie alla calma e alla capacità dell’animale di stare nella relazione che assume connotazioni non giudicanti ed accoglienti. Si è notato inoltre un notevole incremento nell’autostima di alcuni ragazzi grazie alla fiducia che il cane dimostra lasciandosi condurre.

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La persona è appagata e la relazione mediata dall’animale diviene paritetica grazie alla capacità dell’animale di ascoltare e di comprendere, restituendo feedback. Non da ultimo, a livello sensoriale per alcuni ragazzi il toccare, accarezzare il cane può aiutare a diminuire lo stress e a stemperare l’ansia. L’animale non si ferma a un’etichetta, ma va oltre, vedendo, respirando e vivendo la Persona che ha davanti a sé in quanto essere unico e irripetibile. L’animale diviene un alleato della persona con autismo, che può comprendere e tessere relazioni significative in un contesto dove il cane diviene “protezione e base sicura”.

Marianna Sala, educatrice e coordinatrice del Servizio Territoriale Autismo di Clusone, ha spiegato: “L’autismo è un disturbo organico causato da una predisposizione genetica e fattori di rischio ambientali che comportano un’alterazione dello sviluppo del cervello, un funzionamento differente in cui gli stimoli vengono percepiti in modo diverso rispetto a un cervello neuro-tipico. Fatta questa premessa è importante sottolineare il ruolo che la relazione mediata dall’animale può assumere con persone con autismo. Il primo aspetto che deve essere preso in considerazione è quello verbale.

L’autismo e i benefici del rapporto con gli animali (Getty Images)
L’autismo e i benefici del rapporto con gli animali (Getty Images)

C’è qualcosa che paradossalmente accomuna le persone con autismo e gli animali ed è la mancanza di comunicazione verbale finalizzata da parte di entrambi, per entrare in contatto con il mondo esterno. Questo aspetto è la base per una relazione che si basa su un linguaggio comune, fatto di mimica, prossemica, di corpo. Ecco quindi che l’animale trova nella persona con autismo un essere vivente con il quale comunicare in maniera vicina alla propria modalità tipica e la persona con autismo trova nell’animale la possibilità di entrare in relazione attraverso canali non convenzionali, non tipici dell’essere umano.

L’animale ha il grande dono del non-giudizio. La persona pertanto non viene vista come un essere “diverso”, ma semplicemente come una persona. Questo significa che se l’animale percepisce che qualche cosa non sta funzionando, che la persona è troppo invadente o non rispetta la regola di convivenza, semplicemente si alza e si allontana, senza alcun giudizio e senza fare sconti. Un’esperienza di questo tipo vissuta dalla persona autistica è un’esperienza assolutamente utile alla vita quotidiana. L’animale permette anche di sperimentare empatia e consapevolezza verso l’altro, che può diventare stimolo per aprire il bambino con autismo a un mondo più sociale. Passeggiare con un cane significa incontrare altre persone, altri cani e fermarsi a condividere aspetti dei propri animali. In quelle occasioni sono stati i ragazzi a interagire con le persone, ciascuno per le proprie capacità.

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