L'auto usata con i chilometri certificati da blockchain

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“Comprereste un’auto usata da quest’uomo?” Chiedevano i manifesti elettorali Usa nelle presidenziali del 1960, cercando di screditare Nixon con una sua foto dall’aria furbesca e una domanda che arrivava al nucleo delle preoccupazioni degli americani. Il mercato delle auto usate è quello che da sempre più si presta a frodi e mancanza di trasparenza. Il venditore di auto è una figura iconicamente truffaldina che lucra sull’ingenuità degli acquirenti mascherando storia e difetti delle vetture. Alla ricerca di un modo sicuro e senza spazio per la contraffazione per certificare le auto usate, arriva in soccorso la blockchain.

Un recente studio cinese pubblicato sul The Journal of Supercomputing mette bene in evidenza come nel mercato delle auto usate, che in Cina vale oltre 1 miliardo di dollari ed è in costante crescita, sia presente una forte asimmetria di informazioni tra chi vende e chi compra, data la mancanza di un sistema centralizzato che permetta di tracciare la storia del veicolo. Questa asimmetria rende facile per chi vende nascondere le reali condizioni del veicolo, e deteriora l’affidabilità dell’intero mercato. Lo studio propone l’uso di smart contract basati su blockchain Ethereum per garantire la veridicità delle informazioni in modo diretto e trasparente, senza l’intervento costoso in termini economici e di tempo di periti e di terze parti a garanzia.

Sempre in Cina la divisione commerciale di Mercedes-Benz si è alleata con PlatON per dar vita a una piattaforma blockchain che si propone di archiviare i dati dell’intero ciclo di vita del veicolo, compresi il report assicurativo, i passaggi di proprietà, eventuale coinvolgimento in incidenti in modo da calcolare tramite un algoritmo il valore residuo del veicolo dal momento in cui esce dalla fabbrica. Negli Stati Uniti Carnomaly, la piattaforma cripto dedicata al mondo dell’auto, ha annunciato a giugno il suo progetto blockchain che certifica i veicoli usati permettendo una compravendita più sicura e trasparente. In Italia la certificazione sull’auto non c’è, ma con Autocerta è possibile averla sugli annunci. La startup torinese, che ha appena concluso con successo la sua campagna di crowdfunding con risultati superiori alle aspettative, ha ideato un software capace di verificare le informazioni all’interno degli annunci su internet relativi ai veicoli usati.

Le inserzioni online, come sa chiunque abbia cercato di acquistare un’auto cercandola su internet, sono un mondo in cui è molto facile perdere tempo e rischiare truffe a causa di annunci fake. Il sistema ideato da Autocerta, completamente automatizzato, parte dal riconoscimento della targa presente nell’annuncio, passa allo scaricamento da database istituzionali e dedicati dei dati del veicolo e arriva al confronto dell'effettiva proprietà del mezzo intrecciando i dati di questo con il numero di telaio. Nel caso in cui il veicolo sia già stato sottoposto a revisioni, vengono verificati i chilometri dichiarati e le revisioni storiche con controlli incrociati.

Questa procedura elimina la possibilità di “errori” nel caricamento delle dotazioni di serie e certifica in maniera automatizzata gli annunci generando un codice univoco per ogni annuncio che il compratore potrà utilizzare per visualizzare la scheda veicolo e scaricare il Dossier Auto. Un file pdf certificato blockchain che contiene tutte le informazioni sia sul veicolo che sul rivenditore, per dare al cliente un quadro completo. Autocerta non entra certo in competizione i portali di annunci, ma ne è complementare. Consentendo ai venditori corretti di affermare la propria affidabilità grazie al processo di certificazione dei loro annunci svolto da un terzo super partes, e fornisce gli strumenti, tramite la sua app, per inserire foto e dati del veicolo direttamente sulla piattaforma, in modo che l’annuncio così caricato venga immediatamente certificato.

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