##L'Autonomia accende l'ultima giornata del forum Ambrosetti

Mch-Rar

Cernobbio (Co), 8 set. (askanews) - Senza il ministro dell'Economia a chiudere i lavori del forum Ambrosetti, è il tema dell'autonomia a infiammare la giornata conclusiva del workshop di Cernobbio. I governatori che si passano il microfono davanti a una platea di imprenditori orfana di ministri di rango, in attesa della fiducia di domani, si conquistano le attenzioni a colpi di bordate: "Se serve sono pronto a chiedere il referendum per l'autonomia", dice di buon mattino il presidente della Liguria, Giovanni Toti. "Con questo governo si volta pagina: scuola e sanità non si toccano", ribatte l'ispirato Vincenzo De Luca, governatore della Campania.

La sala segue attenta. Attilio Fontana, presidente della Lombardia, racconta che gli imprenditori sono "altroché stuzzicati dall'autonomia: in Lombardia pressano perché arrivi presto". Fontana dice tutto il contrario di De Luca: "Mi aspetto che si riparta dal lavoro che abbiamo fatto, dal documento che è già stato ripetutamente guardato, limato, rifatto e modificato" negli ultimi 15 mesi. "La Lombardia non può accettare che scuola e sanità siano fuori dalla trattativa sull'autonomia".

Per Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, la chiave è trovare "una posizione equilibrata: essere attenti alla maggiore competitività delle regioni e avere una attenzione alla coesione. Questo paese - ha detto il numero uno degli industriali - si mantiene sulla coesione e la coesione è data dal lavoro e dell'incremento dall'occupazione, lo dice la nostro Costituzione e da lì dovremmo ripartire".

"Punto di equilibrio" che, suggerisce il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, è rappresentato dalla sua idea di autonomia differenziata regionale. Simile, ma non uguale a quella di Lombardia e Veneto: "Non può essere Nord contro Sud e ricchi contro poveri: noi non chiediamo la regionalizzazione della scuola, a me di avere insegnanti dipendenti della regione non me ne può fregare di meno. A noi interessa decidere i fabbisogni del personale della scuola per evitare che i nostri figli inizino la scuola senza aver davanti l'insegnante che li dovrebbe accompagnare fino alla fine dell'anno scolastico. È una vergogna nazionale", ha detto.

Secondo De Luca, che fissa il paletto della "difesa delle regioni del Sud", è inutile "imbarcarsi su un terreno che comporta modifiche costituzionali" altrimenti "non la finiamo più". E per questo propone "all'amico" Attilio Fontana di fare "cose realistiche: sburocratizziamo, trasferiamo poteri ragionevoli alle Regioni, facciamo cose utili alle comunità e alle imprese. Così sicuramente arriviamo a un risultato". Ma per Fontana non basta: "Le contrapposizioni tra ricchi e poveri sono demagogia: è facilissimo fare questo genere di battute, però vuole dire che non si vuol cambiare assolutamente niente".

Non si è fatta attendere la replica del neo ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia: "Andrò da tutti i governatori. Se improntiamo il rapporto a una collaborazione chiara, netta, senza pregiudizi e verità inconfutabili - ha dichiarato ai microfoni di Skytg24 - abbiamo il dovere di ascoltare anche l'altro. Io non reagirò alle provocazioni, ma visto il gran numero di leggi impugnate davanti alla Consulta se si va avanti ignorando la Costituzione si finisce fuori strada".