Lavitola, fiamme gialle sequestrano oltre 2,5 milioni a L'Avanti

Napoli, 18 apr. (LaPresse) - I finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Napoli hanno eseguito il sequestro preventivo di oltre 2,5 milioni di euro già concessi a 'L'Avanti', riconducibile a Valter Lavitola e al senatore del Pdl Sergio De Gregorio. I fondi sono stati concessi dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria (Die) della presidenza del Consiglio dei ministri per l'anno 2010 ma non ancora erogati. Il provvedimento, quindi, disposto dalla procura della Repubblica di Napoli, rientra nell'ambito del procedimento penale riguardante gli illeciti finanziamenti percepiti dalla testata giornalistica. Per questo motivo i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Napoli sono stati negli uffici di via Po 14 a Roma, sede del Dipartimento che fa capo a palazzo Chigi.

Il sequestro è stato disposto dopo l'esecuzione, lo scorso 16 aprile, dell'ordinanza di misure cautelari, emessa dal gip del tribunale di Napoli, nei confronti di diverse persone tra cui Valter Lavitola e Sergio De Gregorio, per il quale il provvedimento è stato inviato alla competente Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato. L'inchiesta riguarda la concessione di contributi erogati dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria della presidenza del Consiglio dei ministri a favore della società cooperativa a responsabilità limitata 'International press', editrice del quotidiano 'L'Avanti'. Dalle indagini, volte ad accertare l'esistenza dei requisiti previsti dalla Legge 250/1990 necessari per la percezione del contributo all'editoria, è emersa l'esistenza di un'associazione a delinquere che si è indebitamente appropriata di contributi pubblici per la cifra complessiva di 23 milioni 200.641 euro dal 1997 fino al 2009, attraverso il sistematico ricorso a fatture per operazioni inesistenti e documenti fittizi su prestazioni mai eseguite o attestanti una falsa tiratura ed una sovradimensionata diffusione delle copie del giornale. Il falso ricorso alle 'vendite in blocco' e allo 'strillonaggio', poco tracciabili rispetto alle vendite in edicola e agli abbonamenti, rappresenta una delle modalità con cui 'L'Avanti' ha conseguito l'indispensabile requisito di ammissibilità al finanziamento pubblico. La società editrice, inoltre, per ostacolare eventuali forme di controllo, ha cambiato più volte nel tempo la denominazione sociale, la compagine societaria e la sede.

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