Lavoratori come schiavi e mascherine, 13 arresti a Prato -3-

Red/Nav

Roma, 11 giu. (askanews) - Le indagini sono state quindi estese ai contratti stipulati con i due Enti pubblici - alcuni ancora in corso di esecuzione - che prevedono la fornitura di 93 milioni di mascherine alla Protezione Civile e di 6.700.000 ad ESTAR, a fronte di corrispettivi, al netto dell'IVA, pari a circa 41.800.000 e 3.200.000 Euro. Per la produzione dei dispositivi medici, la societ pratese si avvalsa - quali contoterzisti, subappaltatori occulti - di 28 ditte individuali di confezioni del comprensorio, riconducibili a soggetti di etnia cinese, tra le quali quelle in precedenza investigate.

Tutte sospettate - a fattor comune - di analoghe criticit circa il modo di operare, quanto meno in termini di impiego di mano d'opera "a nero" e violazioni delle norme che regolano la sicurezza sui luoghi di lavoro. Tuttavia, la predetta societ avrebbe falsamente dichiarato ad ESTAR - nel Documento Gara Unico Europeo (D.G.U.E.) acquisito dagli investigatori - l'assenza di sub-appaltatori, in quanto consapevole presumibilmente del fatto che le ditte cinesi incaricate non erano in possesso dei requisiti fissati dal Codice degli Appalti.

Falsa sarebbe anche la dichiarazione circa l'inesistenza di pendenze con il Fisco, conditio sine qua non per poter contrattare con la Pubblica Amministrazione. Oltre a ci, stato rilevato che l'Istituto Superiore di Sanit - precedentemente interpellato a norma di legge dalla societ pratese nella prima fase emergenziale - aveva espresso, in ragione della mancata rispondenza ai requisiti previsti, parere non favorevole alla produzione e commercializzazione di mascherine che, ci malgrado, sarebbero state poi comunque cedute alla stessa ESTAR.

Sono in corso ulteriori accertamenti in ordine alle commesse ricevute dalla Protezione Civile. Tuttavia, al momento gi emerso che, a causa dell'impossibilit di far altrimenti fronte alle serrate scadenze di consegna, parte delle mascherine fornite non sarebbero conformi a quanto pattuito ed ai requisiti previsti per i dispositivi medici. Le indagini, che proseguono a ritmo serrato, riguardano anche la posizione di due ulteriori societ con sede nella provincia di Firenze, gestite da soggetti italiani ed in stretti legami di collaborazione con l'azienda pratese, destinatarie anch'esse di commesse da parte dei due citati Enti pubblici, nel cui contesto si sospettano analoghe criticit.

I reati complessivamente ipotizzati sono quelli di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina, violazioni alla sicurezza sui luoghi di lavoro, violazioni al codice degli appalti, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato. La Protezione Civile ed ESTAR (per conto della Regione Toscana), parti lese, stanno pienamente collaborando con l'Autorit Giudiziaria inquirente. (Segue)