Lavoratori come schiavi e mascherine, 13 arresti a Prato

Red/Nav

Roma, 11 giu. (askanews) - Dallo sfruttamento del lavoro alle frodi nelle pubbliche forniture di mascherine chirurgiche: 13 arresti in flagranza, 90 clandestini individuati e milioni di mascherine sequestrate. Dalla mattinata odierna, il Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Prato sta dando esecuzione ad un'ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere di un imprenditore cinese titolare di fatto di una ditta di confezioni.

In contemporanea 250 Finanzieri - si spiega in una nota - procedono alle perquisizioni, disposte dalla Procura della Repubblica di Prato, di 28 imprese individuali del distretto del tessile, gestite da soggetti di etnia cinese, nonch di tre societ maggiormente strutturate e dei domicili di alcuni rappresentanti legali e di dipendenti.

L'operazione di polizia giudiziaria - si aggiunge - eseguita insieme al personale del Dipartimento della Prevenzione dell'ASL Toscana Centro di Prato, frutto di precedenti indagini delegate dall'Autorit Giudiziaria nei confronti dell'imprenditore cinese il quale, titolare di fatto di una ditta dove era formalmente inquadrato come dipendente, accusato di gravi reati connessi allo sfruttamento del lavoro ai danni di 23 suoi connazionali, operai impiegati a nero, 15 dei quali anche in stato di clandestinit.

Moltissime le irregolarit rilevate: turni di lavoro, in media, di 13/16 ore giornaliere in condizioni degradanti e di pericolo, in spazi ridotti per la presenza di numerosi macchinari, con vie di fuga ostacolate dal deposito di materiale lavorato ed in produzione ovvero residui tessili, con l'uscita di emergenza bloccata dall'interno e non rapidamente raggiungibile. (Segue)