L'ombra della camorra su ponte Morandi

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La Dia di Genova sta eseguendo, in Liguria e in Campania, due ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Genova, nei confronti dell’amministratore di fatto, ritenuto dagli investigatori "contiguo ad elementi inseriti in organizzazioni camorriste, della Tecnodem S.r.l. di Napoli, società già impegnata nella demolizione del Ponte Morandi, e di una donna considerata prestanome nell’ambito della medesima compagine societaria". Sono altresì in corso, fa sapere la Dia di Genova, perquisizioni con esecuzione di sequestri preventivi. I provvedimenti hanno origine da un'articolata indagine, diretta e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova e condotta dalla Dia, che aveva già comportato, "sulla base dei primi accertamenti di carattere amministrativo, l’emissione nello scorso mese di maggio - ricorda la Dia - di un’informazione interdittiva a carico della stessa azienda che era stata così estromessa da un subappalto di centomila euro, relativo appunto alla demolizione del Ponte Morandi".  Nei confronti di Ferdinando Varlese e Consiglia Marigliano, destinatari delle due ordinanze di custodia cautelare, sono emersi legami con il clan D'Amico del rione Villa a Napoli. I due, che si trovano rispettivamente uno in carcere e l'altra ai domiciliari, devono rispondere dell'accusa di intestazione fittizia di beni, aggravata dalla finalità di agevolare l'attività della camorra.  "La ditta è stata esclusa da oltre un mese, non ha nessun effetto sui lavori. Anzi, è la dimostrazione che abbiamo lavorato più che bene", ha detto il sindaco di Genova e commissario straordinario alla ricostruzione del viadotto sul Polcevera, Marco Bucci.

La Dia di Genova sta eseguendo, in Liguria e in Campania, due ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Genova, nei confronti dell’amministratore di fatto, ritenuto dagli investigatori "contiguo ad elementi inseriti in organizzazioni camorriste, della Tecnodem S.r.l. di Napoli, società già impegnata nella demolizione del Ponte Morandi, e di una donna considerata prestanome nell’ambito della medesima compagine societaria". Sono altresì in corso, fa sapere la Dia di Genova, perquisizioni con esecuzione di sequestri preventivi. 

I provvedimenti hanno origine da un'articolata indagine, diretta e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova e condotta dalla Dia, che aveva già comportato, "sulla base dei primi accertamenti di carattere amministrativo, l’emissione nello scorso mese di maggio - ricorda la Dia - di un’informazione interdittiva a carico della stessa azienda che era stata così estromessa da un subappalto di centomila euro, relativo appunto alla demolizione del Ponte Morandi".  

Nei confronti di Ferdinando Varlese e Consiglia Marigliano, destinatari delle due ordinanze di custodia cautelare, sono emersi legami con il clan D'Amico del rione Villa a Napoli. I due, che si trovano rispettivamente uno in carcere e l'altra ai domiciliari, devono rispondere dell'accusa di intestazione fittizia di beni, aggravata dalla finalità di agevolare l'attività della camorra.  

"La ditta è stata esclusa da oltre un mese, non ha nessun effetto sui lavori. Anzi, è la dimostrazione che abbiamo lavorato più che bene", ha detto il sindaco di Genova e commissario straordinario alla ricostruzione del viadotto sul Polcevera, Marco Bucci.