Lavoro: Censis, donne superano uomini. Cresce occupazione 'rosa'

(ASCA) - Roma, 7 dic - Tra gli effetti imprevisti del protrarsi della crisi vi e' il differente impatto di genere che questa ha prodotto sull'occupazione. Tra il 2010 e il 2011, a fronte della perdita di 15.000 posti di lavoro maschili (-0,1%), se ne sono creati 110.000 nuovi femminili, con un incremento dell'1,2%. E' quanto emerge dal 46* Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2012. Anche il numero delle donne che si sono messe in cerca di lavoro e' cresciuto determinando un aumento complessivo delle forze lavoro femminili. Tendenze destinate a consolidarsi ancora di piu' nel 2012, visto che nei primi sei mesi, a fronte di un'ulteriore contrazione dell'occupazione maschile (183.000 occupati in meno, con un calo dell'1,3%), quella femminile registra ancora una volta un saldo positivo di 118.000 unita' (+1,3%). Malgrado i positivi risultati, quella della conciliazione resta per le italiane una dimensione di criticita' ancora centrale nel loro rapporto con il lavoro. Se in assenza di carichi familiari donne e uomini, a prescindere dall'eta', hanno esattamente la stessa propensione a presentarsi sul mercato del lavoro, non appena si decide di metter su famiglia la loro condizione si differenzia significativamente. E mentre tra i single di eta' compresa tra i 35 e 44 anni il tasso di attivita' maschile e femminile risulta praticamente identico (91,5% il primo e 89,6% il secondo), tra le coppie senza figli inizia a comparire un divario ancora sostenibile (di circa 15 punti percentuali); ma e' con la nascita del primo figlio che questo esplode, diventando di 25 punti percentuali con un figlio, 40 con due figli e quasi 50 con il terzo figlio.

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