Lavoro, COnsulta: non ancorare indennit licenziamento ad anzianit -2-

Red/Nav
·2 minuto per la lettura

Roma, 16 lug. (askanews) - La sentenza della Consulta spiega che le prescrizioni formali, relative all'obbligo di motivazione del licenziamento e al principio del contraddittorio, "rivestono una essenziale funzione di garanzia, ispirata a valori di civilt giuridica" e "sono riconducibili al principio di tutela del lavoro, enunciato dagli artt. 4 e 35 Cost.", in quanto si prefiggono di tutelare la dignit del lavoratore. Il legislatore - ha sottolineato la Corte - pur potendo modulare diversamente le tutele per il licenziamento illegittimo, non pu trascurare la vasta gamma di variabili che vedono direttamente implicata la persona del lavoratore". Con riferimento all'articolo 3 della Costituzione, la Corte ha osservato che la disciplina in esame, nell'appiattire "la valutazione del giudice sulla verifica della sola anzianit di servizio", determina "un'indebita omologazione di situazioni che, nell'esperienza concreta, sono profondamente diverse" e si pone dunque in contrasto con il principio di eguaglianza. La Corte ha ravvisato, inoltre, la violazione del principio di ragionevolezza, che si esprime come esigenza di una tutela adeguata: occorre attribuire "il doveroso rilievo al fatto, in s sempre traumatico, dell'espulsione del lavoratore", attraverso il riconoscimento del giusto ristoro e la salvaguardia di una efficace funzione dissuasiva della tutela indennitaria. La rigida predeterminazione dell'indennit, sulla base della sola anzianit di servizio, vola anche gli articoli 4, primo comma, e 35, primo comma, della Costituzione, che tutelano la giusta procedura di licenziamento, diretta a salvaguardare pienamente la dignit della persona del lavoratore". Il giudice, nel rispetto delle soglie oggi fissate dal legislatore, determiner l'indennit tenendo conto innanzitutto dell'anzianit di servizio, "che rappresenta la base di partenza della valutazione. In chiave correttiva, con apprezzamento congruamente motivato, il giudice potr ponderare anche altri criteri desumibili dal sistema, che concorrano a rendere la determinazione dell'indennit aderente alle particolarit del caso concreto". Potranno venire in rilievo, in tale valutazione, anche la gravit delle violazioni, il numero degli occupati, le dimensioni dell'impresa, il comportamento e le condizioni delle parti. La Corte ha poi invitato il legislatore a "ricomporre secondo linee coerenti una normativa di importanza essenziale, che vede concorrere discipline eterogenee, frutto dell'avvicendarsi di interventi frammentari".