Lavoro femminile, ricominciare dopo il Covid

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Image from askanews web site
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Roma, 17 gen. (askanews) - Accrescere le competenze per facilitare la ripartenza delle professioniste della progettazione nel post pandemia: IACC supporta le designer nella formazione sull'uso del colore nella progettazione, con le borse di studio per i seminari 2022

Due borse di studio sull'uso del colore nella progettazione per sostenere le designer che hanno bisogno di ripartire dopo la pandemia. È il modo in cui IACC- Associazione Italiana dei Progettisti/ Consulenti del Colore sceglie di supportare le professioniste della progettazione in un contesto in cui è l'occupazione femminile a essere particolarmente colpita da licenziamenti e chiusure.

Secondo i dati diffusi dall'Istat, infatti, la quasi totalità di chi ha perso il lavoro per il Covid - il 98% - è donna, con 99mila nuove disoccupate su 101mila licenziati nel mese di dicembre 2020; culmine di un anno in cui, dei 444mila occupati in meno registrati, le donne erano comunque il 70%. La pandemia, tuttavia, non ha fatto altro che aggravare una situazione - italiana e globale - in cui le disparità di genere nel mondo del lavoro rappresentano una vera emergenza. A livello mondiale, il gender pay gap - cioè la differenza di salario annuale medio tra uomini e donne - è intorno al 20%; e il Censis, a inizio 2020, rilevava che le donne rappresentano appena il 42% degli occupati complessivi in Italia, con un tasso di attività femminile al 56%, contro il 75% degli uomini.

Cercare di combattere questo svantaggio con un solido bagaglio di competenze è la strada che IACC vuole sostenere, permettendo a due professioniste della progettazione di consolidare le loro conoscenze nel settore dell'uso del colore grazie alle borse di studio erogate per i seminari in partenza nel 2022.

Il design del colore, infatti, è un settore un settore professionale che richiede esperti con competenze specifiche, in grado di formulare progetti efficaci, con una adeguata preparazione interdisciplinare. Affiancare queste competenze alla propria formazione consente di essere maggiormente competitive sul mercato del lavoro, soprattutto nella fase di ripartenza del settore edile.

A questo si dedica IACC dalla sua nascita, nel 2009: alta formazione per i progettisti del colore, cui i docenti dell'associazione forniscono le competenze in grado di soddisfare le esigenze funzionali ed estetiche che consentono di ottenere una piena integrazione tra uomo e ambiente costruito. E che oggi decidono di mettersi al fianco delle professioniste della progettazione che hanno perso o ridotto il lavoro a causa della pandemia, e che hanno più che mai bisogno di una nuova occasione.

Come Nadia Palermo, interior designer con oltre 15 anni di esperienza professionale alle spalle e tra le prime ad approcciare la formazione IACC in materia di design del colore. Una formazione che, come lei stessa spiega, le è stata di enorme aiuto: "I miei clienti percepiscono il valore aggiunto di una attenta valutazione dell'uso del colore nella progettazione di un ambiente, perché una progettazione fatta con serietà e competenza sviluppa un'anima completamente diversa dalle altre, e questo si vede. Il punto di forza della formazione IACC è che trasmette una grandissima quantità di nozioni tecniche: alla base di ogni mia progettazione non c'è solo la creatività, che pure è importante, ma c'è uno studio importante. Il grande salto di qualità che ha fatto il mio lavoro ha fatto grazie a questi seminari mi ha permesso di espandere molto la mia attività, in tutta la mia regione- io sono in Calabria- ma anche in Puglia e fino all'Emilia Romagna, seguendo anche moltissimi cantieri a distanza durante i lockdown".

"Iacc- Associazione Italiana dei Progettisti/ Consulenti del colore ha lo scopo di divulgare la cultura del colore organizzando il percorso formativo degli iscritti attraverso cicli di seminari. L'apprendimento multidisciplinare unico e completo in materia di colore permette il raggiungimento della qualifica di progettista e consulente del colore, e al momento ci sono già molti esempi di socie che ne hanno fatto la loro nuova professione", spiega Nello Marelli, vicepresidente IACC.

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