Lavoro, Ifoa: la formazione è la chiave di volta per il futuro

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Bologna, 20 apr. (askanews) – I più colpiti sono i giovani nati tra il 1995 e il 2009 che ritardano sempre di più il loro ingresso nel mondo del lavoro e vanno a ingrossare il tasso di disoccupazione che nel nostro Paese sfiora ormai il 30%. Ma l’Italia è tra i peggiori anche nella classifica europea per la dispersione scolastica, pari al 13,5%, tre punti sopra la media Ue. E, secondo l’Istat, si colloca al penultimo posto pure per numero di laureati tra 25 e 34 anni, il 27% contro il 38% dell’Ue e una media Ocse al 44%. La crisi pandemica ha aggravato ancora di più questa situazione e ha fatto riemergere problemi storici mai risolti, come quello legato alla transizione fra il mondo della scuola e quello del lavoro. Come spiega Umberto Lonardoni, direttore generale di Ifoa, ente di formazione e agenzia per il lavoro nato dalla volontà delle Camere di commercio.

“C’è un tema di orientamento: le persone, i ragazzi in particolare, devono avere più consapevolezza dei propri talenti, delle proprie capacità e delle proprie competenze, ma anche di quello che è il mondo del lavoro: che cosa vuol dire lavorare, che cosa sono i lavori nuovi e futuri. Su tutti questi temi credo che sarà necessario un grande investimento perché altrimenti il rischio ancora di più sarà quello di avere persone formate ma non corrispondenti a quelle che sono le esigenze e poi del mercato del lavoro e delle aziende in particolare”.

Il sistema educativo è uno degli attori chiamati in causa, ma – come ha recentemente ricordato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – tutto il territorio, dalle famiglie alle imprese, deve essere coinvolto, con l’aiuto di alcuni facilitatori.

“Spesso si sono immaginate delle riforme, senza oneri per lo Stato, che non valorizzano quelle professionalità che si pongono in questa logica di accompagnamento. Io credo che invece il grande investimento che c’è da fare è proprio su questo”.

“L’interlocuzione con il mondo del lavoro è necessario, richiede competenze e richiede anche una capacità di dialogo con realtà anche molto diverse”.

La formazione è la chiave di volta per guardare in maniera positiva il futuro. Le aziende più performanti, infatti, sono quelle che fanno investimenti in formazione.

“Da questo punto di vista qualche investimento è stato fatto. Esiste un nuovo fondo che si chiama ‘fondo nuove competenze’ che dovrebbe aiutare in questo senso. Penso che ci sia molto ancora da fare. Ci sono tante cose che si possono fare anche con poco e anche senza costi aggiuntivi per rendere la formazione un elemento decisivo nello sviluppo”.