Lavoro irregolare in Sicilia, Cgil: in 6 anni salito al... -2-

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Palermo, 19 set. (askanews) - Secondo lo studio della Cgil, "occorrerebbero almeno 300 ispettori del lavoro (attualmente sono 94) , incrementando i numeri anche degli ispettori Inail (dagli attuali 20 a 40) e Inps (da 103 a 200). Basti pensare - ha detto Tarantino - che in una provincia come Palermo gli ispettori del lavoro sono solo quattro. La Sicilia - ha rilevato - può contare oggi su 237 ispettori in tutto a fronte di 368.816 imprese attive, Se ne controllassero una al giorno, occorrebbero sette anni per controllarle tutte". "Si aggiunge- ha rilevato Franco Campagna, della Fp Cgil l'elemento di demotivazione derivante da un sistema di incentivi molto lontano dagli standard nazionali". Allo stato attuale peraltro la Sicilia non è inclusa nel concorso nazionale per nuovi ispettori del lavoro. La Cgil chiede anche l'apertura di tavoli presso le prefetture per programmare interventi mirati nei settori a più alta incidenza di lavoro irregolare: agricoltura, edilizia, ristorazione, commercio, ambiti in cui i tassi stimati di lavoro irregolare (2018) sono rispettivamente 38%, 25%, 21,5% per il complesso dei servizi a cui si aggiunge l'11,9% del manifatturiero.

"Finora - ha rilevato Monica Genovese, della segreteria regionale Cgil - ci pare che il problema sia stato sottovalutato se protocolli come quello siglati nel 2017 con l'allora assessore al lavoro per promuovere azioni contro sfruttamento, caporalato e illegalità nel lavoro rimangono lettara morta. Dal canto nostro promuoveremo anche contrattazione inclusiva per contrastare il fenomeno".

Tornando ai dati, nelle isole, nel primo semestre del 2018 i morti sul lavoro sono stati 58 mentre nello stesso periodo del 2018 sono stati 46. Il saldo tra occupazione e infortuni è negativo dal 2013, Lo studio rileva anche il fenomeno dell'inabissamento delle imprese "non essendoci corrispettivo tra Pil delle costruzioni e calo dell'occupazione in edilizia settore che sconta 95 mila posti di lavoro in meno dal 2012". "I tassi di irregolarità- ha osservato Mannino- sono doppi rispetto alla media nazionale. Una situazione insostenibile che necessita di interventi urgenti. Per questo chiediamo l'apertura di tavoli di confronto col Governo regionale per affrontare le criticità esistenti agendo anche con apposite normative". Tra le norme proposte anche un sistema premiale per chi denuncia la propria condizione di lavoratore in nero, inserendolo in apposite graduatorie dalle quali attingere negli appalti pubblici".