Lavoro a portata di smartphone: "Linkedin è la piazza dove guardano le aziende"

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İstanbul, Turkey - February 12, 2014: Human figurines standing in front of Apple iPad monitor displaying LinkedIn logo. LinkedIn is a social networking service for people in professional occupations. (Photo: hocus-focus via Getty Images)
İstanbul, Turkey - February 12, 2014: Human figurines standing in front of Apple iPad monitor displaying LinkedIn logo. LinkedIn is a social networking service for people in professional occupations. (Photo: hocus-focus via Getty Images)

Le relazioni contano, relationships matter, è il motto di LinkedIn, la piattaforma che si definisce la rete professionale più grande al mondo. E i numeri lo confermano: 774 milioni di utenti in più di 200 paesi.

All’inizio LinkedIn, quando nel 2002 era appena nato nel salotto del suo co-fondatore Reid Hoffman con l’intento di agevolare la ricerca di lavoro attraverso la connessione tra aziende e professionisti, era una sorta di rubrica online, in cui i primi utenti tenevano traccia delle attività dei loro colleghi. A quasi vent’anni dal suo lancio del 5 maggio 2003 è una delle principali piattaforme di Social Media e ha risposto a quell’aspirazione originaria: gli utenti cercano, e trovano, un lavoro, le aziende elencano le loro posizioni aperte e ognuno può entrare in contatto, in nome del motto, con chi più gli interessa.

Oltre a chi ha trovato un lavoro tramite la piattaforma, c’è anche chi ha fatto di LinkedIn il proprio mestiere. Come Daniele Manucci, Sales & LinkedIn Specialist, che offre consulenza alle aziende nel settore delle vendite per avere un profilo LinkedIn efficace ed è anche esperto delle best practice per gli utenti singoli. Manucci ha spiegato all’HuffPost che LinkedIn, rispetto ai suoi concorrenti, che possono vantare molti più utenti attivi - Instagram ha appena superato il miliardo - ha un tratto distintivo, destinato a farlo dominare nel panorama dei social network: ”È l’unico social che ha un obiettivo ben specifico, quello di mettere in contatto le aziende con le persone che cercano un lavoro”.

Che tu sia neolaureato o in cerca di un altro lavoro è la giusta piattaforma

“Le opportunità stanno dietro le persone e dietro le buone relazioni, di certo se non ti fai conoscere diminuisci le tue possibilità”, dice Manucci commentando il motto della piattaforma. “Se parliamo di ricollocarsi, di cercare un nuovo lavoro, di fare affari, senz’altro è imprescindibile non solo iscriversi a LinkedIn ma anche mantenere aggiornato e curato il profilo”.

E se la ricerca di un lavoro è collegata alla creazione e all’invio del proprio curriculum vitae, secondo Manucci questo oggi è riduttivo. “Innanzitutto su LinkedIn si possono, e si devono, inserire tutte le esperienze lavorative, non solo quelle in base alla posizione per cui si fa application, come si fa col cv”. Solo qualche anno fa, continua l’espero, “era il candidato che doveva mandare il curriculum all’azienda mentre ora, su LinkedIn, sono le aziende che ti cercano, è come stare in una piazza dove possono vederti”. Il 90% delle persone che si occupa di risorse umane utilizza LinkedIn ogni giorno e in Italia il 78% dei selezionatori cerca su Google il nome del candidato come azione preliminare, esaminando la sua reputazione online. “Un’ultima novità poi è la possibilità, per recruiter e candidati, di utilizzare un programma interno di LinkedIn per effettuare video call, rendendo più facile e diretto il contatto, anche per un ipotetico colloquio di lavoro”.

Un primo consiglio è iscriversi a LinkedIn anche mentre si sta ancora studiando, quindi, se si sceglie l’università, anche prima della conclusione del corso di laurea. “Iniziare a fare networking permette di entrare in contatto con le aziende e con le persone della tua stessa attività in uno scambio continuo di punti di vista”. E attraverso le caratteristiche della messaggistica di LinkedIn, spiega Manucci, “questa è un’opportunità per chiedere informazioni a persone cui siamo interessati e che altrimenti avremmo molta difficoltà a raggiungere”.

Nell’attività di ricerca del lavoro inoltre la piattaforma offre il vantaggio di monitorare le offerte. “Se tu inserisci le caratteristiche del lavoro che stai cercando LinkedIn ogni settimana ti manda una mail con un riepilogo delle migliori offerte, suddivise anche per area geografica, basate sulle tue competenze”. Ed è un monitoraggio credibile, “in quanto le aziende aggiornano le loro posizione aperte proprio sul loro profilo LinkedIn”.

L’Italia è il terzo paese in Europa per l’uso di LinkedIn

L’Italia è il terzo paese in Europa e tra i primi dieci al mondo per l’utilizzo di LinkedIn. Tre settimane fa la piattaforma ha festeggiato i primi dieci anni di attività e i 16 milioni di iscritti.

Il country manager per l’Italia Marcello Albergoni ha seguito il progetto dal primo giorno e in occasione del decennio rilasciava una dichiarazione in cui ricordava il punto di partenza. “Nel 2011 contavamo poco più di 2 milioni di utenti. In questi dieci anni siamo riusciti a portare il nostro Paese ad avere oltre 16 milioni di professionisti presenti sulla piattaforma, aiutandoli non solo a espandere il proprio network professionale, ma a creare nuove opportunità di carriera, rispondendo alle richieste in costante evoluzione di aziende e recruiter”.

In un lungo post condiviso sul suo profilo LinkedIn Albergoni raccontava la soddisfazione del lavoro svolto e il riconoscimento ricevuto da Assolombarda per “essere tra le imprese premiate nella classifica dei 100 brand di maggior successo a livello mondiale”. Con un’infografica infine condivideva il quadro degli utenti LinkedIn in Italia.

Infografica LinkedIn Italia (Photo: LinkedIn Italia)
Infografica LinkedIn Italia (Photo: LinkedIn Italia)

Come emerge dall’immagine le professioni più richieste in Italia sono nei settori dell’istruzione, della medicina, del Digital Marketing, dei servizi creativi e del supporto clienti. Le “top skills”, quindi le competenze più spendibili, sono: comunicazione, capacità analitiche, problem solving e vendite. Attraverso i dati degli utenti e delle aziende iscritte su LinkedIn infine la piattaforma ha potuto elencare le cinque città in Italia in cui sono concentrate più offerte di lavoro: Milano, Roma, Torino, Bologna e Firenze.

Chi ha trovato lavoro con LinkedIn: numeri globali

Di quei 774 milioni di utenti sono circa 260 milioni quelli attivi mensili nel mondo. Se il motivo principale per cui gli utenti sono attivi sulla piattaforma è cercare un lavoro, questi hanno un’ampia possibilità di scelta: su LinkedIn ci sono oltre 20 milioni di aziende e più o meno 14 milioni di posizioni di lavoro aperte.

Uno studio dell’americano Statistic Brain Research Institute ha rilevato che 122 milioni di persone hanno ottenuto un colloquio tramite LinkedIn, di cui 35,5 milioni sono state assunte da una persona con cui sono entrate in contatto sulla piattaforma.

Una statistica di LinkedIn infine ha dimostrato come le persone assunte attraverso la piattaforma hanno il 40% di probabilità in meno di lasciare l’azienda entro i primi sei mesi di lavoro.

Come ultima caratteristica LinkedIn ha anche lanciato un nuovo badge, un’etichetta da inserir sul proprio profilo, attraverso cui le persone possono mostrare se hanno trovato o meno lavoro su Linkedin.

L’interazione su LinkedIn

L’interazione è un parametro social fondamentale, perché dà la misura di quanto gli utenti considerano la piattaforma un luogo in cui esprimersi condividendo i propri contenuti.

Alcuni dati del 2020 mostrano che i contenuti condivisi sulla piattaforma ricevono circa 9 miliardi di impressioni alla settimana, ma solo 3 milioni di utenti (su oltre 500 milioni) condividono contenuti con cadenza settimanale. Questo vuol dire che solo l’1% circa dei 260 milioni di utenti attivi mensili di LinkedIn condividono post, foto, articoli, e che questi 9 miliardi di impressioni sono ottenuti solo da loro. Le persone quindi pensano che LinkedIn sia un social credibile e interagiscono molto tra loro e con le persone che reputano d’ispirazione, in un contesto di confronto attivo.

Anche Daniele Manucci consiglia di interagire su LinkedIn e curare la propria rete di collegamenti. Da un suo post condiviso sulla piattaforma si legge: “Curare il proprio network, interessarsi agli altri, cooperare per fare in modo che il nostro contributo possa essere di supporto a qualcun altro, farà in modo che il valore di ognuno possa essere espresso. Tutto questo renderà il tuo LinkedIn una miniera di opportunità”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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