Lavoro, sindacati: in Lombardia oggi ottava vittima in un mese

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Milano, 31 mag. (askanews) - L'operaio morto in una fonderia a Torbole Casaglia, nel Bresciano, è l'ottava vittima sul lavoro in Lombardia nel solo ultimo mese. Lo rilevano in una nota Cgil Cisl Uil che oggi hanno indetto un presidio regionale per la sicurezza sul lavoro, con trecento sindacalisti scesi in piazza sotto Palazzo Lombardia per dire 'Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro' per chiedere a Regione Lombardia, alle associazioni datoriali e alle aziende un'azione concreta e condivisa di prevenzione degli infortuni e delle morti sul lavoro.

Per Alessandro Pagano, segretario generale Cgil Lombardia, "serve volontà politica per garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Le risorse ci sono, le dichiarazioni anche, ma i ritardi si accumulano e continuiamo a contare i morti. La politica deve prendersi le sue responsabilità mettendo gli investimenti in sicurezza al primo posto e i datori di lavoro devono garantire tutte le misure necessarie all'incolumità di lavoratrici e lavoratori all'interno dei processi produttivi", ha detto.

Ugo Duci, segretario generale della Cisl Lombardia, ha sottolineato come si tratti di "una strage quotidiana. Questa Regione deve smetterla di prendere impegni, di fare promesse e non realizzare niente di quel che servirebbe per evitare questa strage. Servono 800 ispettori, professionisti della prevenzione e dei controlli. Perché senza i controlli e le verifiche in tante in tante aziende la sicurezza viene messa sotto il tappeto".

Danilo Margaritella, segretario generale Uil Lombardia, ha evidenziato come "a morire siano i lavoratori più umili, quelli che nemmeno ci ricordiamo che esistono, quelli che soffrono ogni giorno. E' doveroso dire basta a tutto questo. Insieme a vere politiche di equità per i lavoratori si devono mettere in atto tutte le tutele per la loro salvaguardia".