Lavoro: Treu (Pd), salario base per parasubordinati contro abusi

(ASCA) - Roma, 24 apr - Un salario base per i parasubordinati

per evitare che gli aumenti previsti dalla riforma del lavoro

a carico delle aziende per i contributi dei lavoratori

autonomi e parasubordinati finisca per scaricarsi sulle buste

paga di questi ultimi. E' una delle circa 70 proposte di

modifica che il Pd ha messo a punto sul ddl di riforma del

mercato del lavoro secondo quanto annuncia il senatore

democratico e relatore del ddl, Tiziano Treu.

Le priorita' del Pd, spiega ancora Treu, ''sono quelle di

garantire la flessibilita' buona, senza ostacolare il lavoro

autonomo effettivamente tale. Abbiamo messo a punto criteri

affinati per distinguere la partite Iva vere,

professionalmente qualificate, dagli abusati''. Per questo

motivo, aggiunge Treu ''si deve evitare che si scarichi sul

netto i maggiori costi che la riforma impone alle aziende e

quindi vengono fissate retribuzione nette di base. Un sistema

in linea con quanto accade in Europa, che ha preso una

delibera secondo cui il salario di base non puo' essere

inferiore a un certo importo''.

Sugli ammortizzatori sociali ''puntiamo a rafforzare la

cosiddetta mini-Aspi, che lascia fuori i precari veri. C'e'

un problema di copertura, che riguarda anche al tri campi ad

esempio i congedi parentali. Anche qui - prosegue il relatore

- il Pd vuole il ripristino dei 3 giorni: pretendere che di

questi 2 li paghino le donne e' inaccettabile''.

Infine i democratici hanno raccolto la proposta di Rete

imprese sui fondi bilaterali come strumento sussidiario di

anmmortizzazione. ''Riteniamo che la richiesta di

valorizzarli sia da sostenere. Se le categorie, come gli

artigiani, hanno fondi loro e' giusto che possano sostenere

queste spese senza dover pagare due volte''.

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