Lavoro, Uil Lazio: aumenta la precarietà -2-

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Roma, 9 gen. (askanews) - "Ciò conferma quanto stiamo ripetendo ormai da tempo - ha spiegato il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica - ovvero che il lavoro è sempre più precario e sempre più povero. L'oltre 36% di contratti da un giorno fotografa una situazione drammatica: mancanza di politiche a lunga scadenza, tentativi di sopravvivenza che non tutelano né i lavoratori, né sicuramente l'economia regionale. Lo scarto tra attivazioni e cessazioni è ancora fortunatamente positivo, ma si può parlare di lavoro in queste condizioni? Contratti da un giorno o da un mese non solo non riescono a dare dignità al mondo del lavoro ma purtroppo non garantiscono nemmeno la giusta professionalità ed esperienza che dovrebbero contraddistinguere qualsiasi settore. E lo scenario capitolino ne è in qualche modo testimone". Nel terzo trimestre 2019 inoltre i dati delle cessazioni sembrano confermare un trend in crescita. Oltre 3 contratti cessati su 4 nel Lazio si sono conclusi per scadenza naturale, circa una cessazione su 10, invece, è richiesta dal lavoratore, mentre la quota di quelle promosse dal datore di lavoro (per licenziamento, cessazione dell'attività aziendale e mancato superamento del periodo di prova) raggiunge l'8,1%. L'analisi relativa ai soli licenziamenti conferma nel Lazio un trend piuttosto altalenante, che tuttavia si mantiene crescente sia nell'ultimo anno (da 96,8 mila a 99,7 mila unità; +2,9%), sia relativamente all'intero periodo 2014-2018 (9%). La dinamica osservata nel Lazio risulta ancora più preoccupante se si considera che in Italia si registra contestualmente un trend di segno opposto, con una variazione pari al -3,1% sul 2017 e una contrazione del 6,2% sul 2014.