Lavoro, Uil Lazio: persi più di 4 mila posti in un anno

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Roma, 30 gen. (askanews) - Oltre 4 mila posti di lavoro persi o attualmente ad alto rischio. Solo a Roma e nel Lazio. Senza considerare la situazione di Alitalia che, se andasse avanti il piano di ristrutturazione, potrebbe portare ad altri 2-3 mila esuberi. Inizia così il 2020 per la Capitale, dove il crollo degli investimenti pubblici (-16,2% contro un -3% a livello nazionale), non compensato da un recupero di quelli privati, il rincorrersi di politiche a breve termine, la crisi di grandi aziende e le delocalizzazioni in atto stanno producendo gravi danni per il mondo del lavoro, caratterizzato da un'occupazione sempre più precaria e a basso costo. Basti pensare che il 36,6% dei contratti attivati lo scorso anno è stato di un solo giorno e il 20% dai due ai trenta giorni. Percentuali che spingono a rileggere, e non certo in positivo, il lieve miglioramento registrato dai dati sull'occupazione in generale. "Non è sufficiente dire che le attivazioni sono leggermente in aumento per stare tranquilli o pensare che l'occupazione sia ripartita - commenta il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica - bisogna analizzare la specificità dei contratti e sapere che in un anno un lavoratore riesce ad avere 5-6 ma anche 15 o 20 contratti di un giorno non ci consola. Questo non è lavoro. E' elemosina. Del lavoro non ha le garanzie, la stabilità o presunta tale, ma soprattutto non ha la dignità. E in più ci imbattiamo costantemente in nuove crisi che comportano licenziamenti, cassa integrazione o trasferimento altrove, spesso nelle città del nord Italia". (segue)