Lavrov: "Britannici condannati a morte secondo leggi Donetsk"

(Adnkronos) - I due cittadini britannici ed il cittadino marocchino sono stati condannati a morte sulla base delle leggi dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, citato dall'agenzia Tass. "I processi si sono tenuti sulla base delle leggi della Repubblica popolare di Donetsk perché i reati in questione sono stati commessi su quel territorio", ha dichiarato Lavrov.

Il caso dei due cittadini britannici Aiden Aslin e Shaun Pinner è intanto stato al centro di un colloquio telefonico tra la ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, ed il suo omologo ucraino, Dmytro Kuleba. Secondo quanto riferito da Truss su Twitter, nel corso della telefonata si è discusso di come ottenere il rilascio dei due "prigionieri di guerra". La ministra ha quindi affermato che la sentenza contro di loro è una "vergognosa violazione della Convenzione di Ginevra" e ha ribadito che "il Regno Unito continua ad appoggiare l'Ucraina contro la barbara invasione di Putin".

Boris Johnson è rimasto "sconvolto" dalla pena inflitta ad Aslin e Pinner, dalle milizie filorusse che li hanno catturati in Ucraina. Lo ha riferito un portavoce di Downing Street, secondo cui il capo del governo ha ordinato ai ministri di fare "ogni cosa in loro potere" per assicurare il loro rilascio. "Condanniamo totalmente questa sentenza farsa - ha dichiarato il portavoce, citato dal Guardian -. Non c'è alcuna giustificazione per questa violazione della protezione a cui hanno diritto".

Alla domanda se la Gran Bretagna possa parlare con la Russia per ottenere il loro rilascio, ha risposto: "Non abbiamo interazioni regolari con i russi".

ONU: "E' CRIMINE DI GUERRA" - L'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso ''preoccupazione'' per la condanna a morte emessa dalla 'Corte suprema' nei confronti di ''tre militari'', cioè dei britannici Aslin e Pinner del marocchino Ibrahim Saadun. Lo ha detto in una conferenza stampa a Ginevra la portavoce dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani Ravina Shamdasani.

"Tali processi ai prigionieri di guerra equivalgono a un crimine di guerra", ha affermato Shamdasani, aggiungendo che "dal 2015 abbiamo osservato che la cosiddetta magistratura di queste sedicenti repubbliche non ha rispettato le garanzie essenziali di un giusto processo, come le udienze pubbliche, l'indipendenza, l'imparzialità dei tribunali e il diritto a non essere obbligati a testimoniare''. Il processo a Pinner, Aslin e Saadun era iniziato martedì e si era svolto a porte chiuse.

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